Sul sito http://www.animalieanimali.it è apparso un articolo in cui si riparla del progetto del parco zoo, che pubblichiamo in versione integrale:
A RAVENNA I LAVORI DEL NUOVO ZOO PROSEGUONO, ED IL COMUNE?
Dossier-denuncia della LAV
21 aprile 2005 – Pubblicato sul sito internet della Lav www.infolav.org l’aggiornamento al dossier sullo Zoo di Ravenna, in costruzione nella zona della Standiana: smentite le rassicuranti dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Fabio Poggioli, che, criticando il ”cambiamento di rotta” del prof. Giorgio Celli, ora favorevole al progetto, aveva dichiarato che il Comune non l’avrebbe comunque consentito, nonostante una delibera di Giunta dell’agosto 2004 testimoni il contrario.
La rivisitazione progettuale, presentata nel gennaio 2005 dalla societa’ Alfa 3000 srl insieme alla societa’ che gestisce Mirabilandia, infatti, nulla modifica rispetto ai precedenti propositi progettuali, compresi quelli relativi al tipo di animali (tigri, leoni, ippopotami) da portare alla Standiana, richiamando a sostegno proprio la delibera del 2004.
Secondo la Lav, dietro la Alfa 3000 srl, si nasconderebbe Daris De Rocchi che ha detenuto e deterrebbe alcune cariche nella gestione del Circo Medrano e un’altra impresa circense.
Imprese che hanno sede legale tutte presso lo stesso indirizzo di Roma, dove risultano inoltre le sedi degli zoo di Fiabilandia e di Fasano.
Nel dossier viene pubblicato anche l’oggetto sociale della Alfa 3000 srl che prevede la vendita all’ingrosso di animali vivi, la gestione di varie attivita’ relative a zoo, zoosafari e circhi equestri, oltre che di parchi acquatici, ristoranti, somministrazioni di alcolici e superalcolici: un oggetto sociale che sembra contraddire quanto dichiarato da Giorgio Celli nella relazione da lui redatta a sostegno di quello che definisce “un progetto secondo natura”.
“Avremmo preferito -ha commentato il responsabile Lav settore Zoo e Circhi, Giovanni Guadagna,- continuare a vedere il prof. Celli condurre documentari naturalistici in televisione piuttosto che accorgerci, solo ora, che avevamo male interpretato il suo messaggio, dal momento in cui li relega al semplice ruolo di sussidiari, insufficienti a creare l’empatia dell’uomo verso l’animale. Vuol dire che se prima per capire come lavorava un’ape produttrice di miele, bastava vedere un documentario di Celli, oggi si dovra’ pagare il biglietto della Alfa 3000″.
“Invitiamo ancora una volta il Comune di Ravenna -prosegue Guadagna- a spiegare chiaramente se vuol farsi portavoce di un messaggio di liberta’ e critica degli animali in prigione oppure avallarne la reclusione: il Comune e’ direttamente coinvolto e deve smettere di trincerarsi dietro dichiarazioni contraddittorie per poi giustificarsi affermando di aver fatto quanto possibile per bloccare lo Zoo, quando lo stesso Comune non ha imposto nessun reale divieto al progetto”.
(Snn/Col/Adnkronos)
24 aprile 2005 di







