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Gardaland: inaugurazione di Mammut

Inaugurato il family coaster più grande di'Italia: 5.000 mq di estensione per un percorso di circa 4 minuti, 16 repentine variazioni di direzione e dislivelli fino al 48%!

Pubblichiamo i comunicati stampa ricevuti dal parco, relativi alla presentazione alla stampa di Mammut:

Gardaland Mammut Expedition, Castelnuovo Del Garda, 5 Aprile 2008

A GARDALAND SI E’ RISVEGLIATO IL “MAMMUT”
inaugurato il FAMILY ROLLERCOASTER PIU’ GRANDE D’ITALIA:
5.000 mq di estensione per un percorso di circa 4 minuti, 16 repentine variazioni di direzione e dislivelli fino al 48%!

Gardaland presenta Mammut, la nuova suggestiva attrazione che aggiunge incantevoli ed eccitanti ambientazioni del mondo polare. Partecipano: ALDO MARIA VIGEVANI – Amministratore Delegato Gardaland Srl, GIANLUCA FRINCHILLUCCI – Direttore Istituto Polare di Fermo, ALEXEI TIKHONOV – Direttore Istituto di Zoologia dell’Accademia delle Scienze Russe  e il noto giornalista VALERIO MASSIMO MANFREDI.

“Mammut” è il family rollercoaster più grande d’Italia che ha permesso di rilanciare Gardaland sul palcoscenico mondiale riaffermando la sua leadership nel settore dei Parchi Divertimento e confermandosi al primo posto della classifica italiana e ai vertici di quella europea.

L’attrazione si ispira ad un singolare ritrovamento fra i ghiacci avvenuto alla fine degli anni ’40 quando una spedizione di scienziati, nel corso di alcuni scavi archeologici al polo, casualmente si imbatte in un fantastico esemplare di mammut perfettamente conservato dal rigore del gelo. Il luogo del ritrovamento si trova in una zona montana impervia: è stato necessario costruire, in condizioni molto difficili se non estreme, uno speciale treno atto a trasportare materiali e studiosi sul luogo del ritrovamento.
Ma – con la fantasia immancabile delle grandi attrazioni di un Parco Divertimenti – il colpo di scena è dietro l’angolo: durante i lavori di scavo l’animale, ormai estinto da secoli, misteriosamente si è risvegliato dal suo millenario sonno.

E’ proprio questa l’emozione che sarà assaporata dai visitatori del Parco: una missione in ambiente polare, la partenza dal campo base con il treno dei ricercatori che si avventura nei meandri ghiacciati della zona del ritrovamento. Il convoglio utilizzato viaggia su una singolare ferrovia lunga oltre 1.000 metri con un tracciato ricco di curve, ripide salite e veloci discese che offrono incredibili ed ineguagliabili emozioni. Il treno percorre 3 irte salite in quota con dislivelli fino al 48% di pendenza ed è coinvolto in 16 repentine variazioni di direzione. I numeri conteggiati per la realizzazione della nuova attrazione “Mammut” sono notevoli: 5.000 mq di superficie occupata, 1.672 bulloni per assemblare i basamenti, 3.600 bulloni sulle giunture del binario e oltre 500.000 kg di acciaio impiegato.

L’importanza dell’attrazione è data, oltre che dall’alto livello tecnologico, da un’imponente realizzazione scenografica curata nei minimi dettagli, completamente progettata ed assemblata dai laboratori scenografici di Gardaland che hanno curato con precisione e dovizia di particolari ogni dettaglio. Per la costruzione del campo base, ad esempio, gli scenografi di Gardaland hanno impiegato alcuni rarissimi camion d’epoca già utilizzati dai marines americani nel corso della seconda guerra mondiale; si tratta degli introvabili GMC CCKW-352, possenti autocarri a 6 ruote motrici, inarrestabili su ogni tipo di percorso.

Il risultato finale è esaltante: nel Parco è nata, a tutti gli effetti, una nuova area a tema, il cosiddetto “mondo polare” che si affianca agli altri mondi già presenti. Nel Parco Divertimenti n. 1 in Italia sarà ora possibile passare dalla magia dell’Egitto alle tradizioni della  vecchia Inghilterra, dall’avventuroso West alla misteriosa Atlantide … sino al glaciale ambiente artico. Dal 19 marzo al 30 settembre GARDALAND sarà aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (dal 20 Giugno al 9 Settembre il Parco effettuerà orario continuato fino a mezzanotte). Il costo del biglietto di ingresso al Parco è di 30,00 euro per il biglietto intero e 26,00 euro per il ridotto; i bambini sotto il metro di altezza entrano gratuitamente. Vi è inoltre la possibilità di acquistare biglietti validi per più giorni per risparmiare divertendosi di più.

IL PERMAFROST DELLA SIBERIA “RIFUGIO” PER CUCCIOLI DI MAMMUT


Già dal 18° secolo il terreno ghiacciato della Siberia (permafrost) è stato l’unica eccezionale fonte di ritrovamento di reperti fossili: il Mammut è uno dei più impressionanti esempi dell’Era Glaciale. Soltanto nel 1977 è stato scoperto in Siberia, vicino alla costa del Pacifico, l’intero corpo di un Mammut. Si tratta del cucciolo maschio di un Mammut chiamato Dima. I Mammut adulti non sono così ben conservati come i loro piccoli. Nessuno si sarebbe aspettato che nuovi ritrovamenti di cuccioli di Mammut sarebbero presto avvenuti.

- Nel 1988, sulla penisola di Yamal (vicino agli Urali) è stato ritrovato un fossile femmina chiamata Masha;

- nel 1991 sono state rinvenute alcune parti di un neonato Mammut sul fiume Indigirka nella Yakutia;

- nel 2004 una prima sezione di un Mammut di anno e mezzo è stato portato alla luce vicino al luogo del ritrovamento di Dima;

- Nel 2007, infine, ecco una nuova scoperta: il corpo completo di un’esemplare femmina di 5 mesi denominata Lyuba.

Tutti questi reperti portano con sé moltissime informazioni non solo per quanto riguarda la morfologia e la forma del Mammut ma anche sull’ambiente e sul clima dell’Era Glaciale. Gli ultimi reperti sono ancora congelati in apposite celle frigorifere e forniranno esclusive informazioni ai genetisti, ai microbiologi e ad altri scienziati che tentano di rigenerare i Mammut e riportarli in vita in Siberia.

LE CONDIZIONI DI VITA NELLA PENISOLA DI YAMAL, SIBERIA

Gianluca Frinchillucci è uno dei pochi ricercatori italiani ad aver eseguito attività di studio nelle aree geografiche Nord-Russo e Russo-Siberiane, in particolar modo nella penisola di Yamal, nella Siberia occidentale, dove nel 1988 è stato ritrovato un cucciolo femmina di mammut e, nel maggio 2007, la piccola Lyuba di cinque mesi.

La zona di Yamal, nonostante offra condizioni climatiche molto difficili, è abitata da insediamenti umani con caratteristiche e curiosità uniche nel proprio genere. Fra loro i cosiddetti  “allevatori di renne”, raggiunti da Frinchillucci nel 2005, insieme a Luciana Vagge Saccorotti, studiosa specialista dei popoli del Nord russo-siberiano. Tale spedizione, nonostante sia stata condotta in una zona in cui l’allevamento della renna non ha eguali, per numero di capi, ha messo in evidenza la situazione critica in cui questa antica tradizione si trova a causa dell’intensivo sfruttamento del territorio, autentica riserva di idrocarburi. Tale sfruttamento porta inesorabilmente alla riduzione drastica dei pascoli e quindi al mezzo di sostentamento primario delle popolazioni. Gli studi di Frinchillucci si inseriscono nell’ “International Polar Year (IPY)”: il grande programma scientifico incentrato sullo studio dell’Artide e dell’Antartide – che si svolge dal marzo 2007 al febbraio 2009 – e che include più di 200 progetti con la partecipazione di scienziati di circa 60 nazioni. Lo scopo è quello di esaminare una vasta gamma di aspetti di ricerca, fisiologici, biologici, climatici, culturali e sociali per fornire conoscenze fondamentali per la lotta contro il riscaldamento globale e l’estinzione delle numerose piccole etnie che sopravvivono nelle regione artiche e subartiche.

Al programma dell’IPY, per l’Italia partecipa l’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo con il progetto “Carta dei Popoli Artici”, con l’intento di mettere in luce realtà sconosciute di popoli che, se non saranno adottati interventi drastici che salvaguardino la loro cultura, le loro tradizioni, la loro economia, saranno destinati all’estinzione. Nella stesura della “Carta” sono state prese in esame popolazioni stanziate nel Grande Nord russo/siberiano (dalla Penisola di Kola alla Ċukotka), oltre agli Inuit, cacciatori di mammiferi marini dell’Alaska, del Canada e della Groenlandia. Si tratta di decine e decine di popolazioni, tradizionalmente nomadi o semi nomadi, che hanno sempre vissuto di caccia, di pesca, di allevamento e di raccolta nei territori loro accessibili. Con le popolazioni di Yamal, Gianluca Frinchillucci ha mantenuto il contatto sviluppando un rapporto sociale con la popolazione e – nell’ambito del progetto “Carta dei Popoli Artici” – ha iniziato uno scambio di disegni (“Un nenec per amico”) che coinvolge, oltre ai bambini siberiani, molte scuole italiane e due etiopi.

BIOGRAFIA – Gianluca Frinchillucci

Gianluca Frinchillucci, direttore dal 1999 dell’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” e dei Musei Scientifici del Comune di Fermo. Dirige la rivista di divulgazione scientifica polare “Il Polo”. Nel 2002 ha ideato il progetto di ricerca “Carta dei Popoli Artici” in collaborazione con il CNR Polarnet che rientra nell’IPY (Anno Internazionale Polare). Dal 2001 ha condotto 7 spedizioni e viaggi di ricerca in Artico (Svalbard, tra gli Inuit della Groenlandia orientale ed i Nency di Yamal). Collabora da anni con Robert Peroni, alpinista ed esploratore che da oltre vent’anni vive nella Groenlandia orientale, fondatore di un importante struttura sociale per gli Inuit. Ultima pubblicazione : Frinchillucci G., 2007, Il IV Anno Polare Internazionale: una grande opportunità per divulgare la conoscenza dei poli, in “Il Polo”, Anno LXII, Vol.3

BIOGRAFIA PROF. VALERIO MASSIMO MANFREDI

Valerio Massimo Manfredi, laureato in lettere classiche presso l’Università di Bologna, si è specializzato in Topografia del Mondo antico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato archeologia nella stessa Università, all’Università di Venezia, alla Loyola University di Chicago, all’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano. Attualmente insegna presso la facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Ravenna, sede distaccata dell’Università di Bologna. Ha tenuto conferenze nei più prestigiosi atenei italiani e stranieri ed, inoltre, ha condotto spedizioni scientifiche e scavi in molte località d’Italia e all’estero. Autore e conduttore – dal 2003 al 2008 – del programma “Stargate. Linea di confine” per La7 , ha collaborato al programma “Tetris” sempre per la stessa rete televisiva. Attualmente, collabora come antichista a “Panorama”, al “Il Messaggero”, a “Focus” e ad “Archeo”. E’ giornalista-scrittore di narrativa e saggistica, autore di soggetti e sceneggiature per il cinema internazionale e la televisione (ultime in ordine di tempo, la sceneggiatura per il romanzo di Margherita Yourcenar, “Le memorie di Adriano” e per il film “L’ultima Legione” ricavato dal suo omonimo romanzo).

Ha pubblicato numerosi articoli e 7 saggi : Senofonte-Anabasi-La strada dei Diecimila; Le isole fortunate; Akropolis; con Luigi Malnati, Gli Etruschi in Val Padana; con Lorenzo Braccesi, Mare greco e I greci d’Occidente; con Venceslas Kruta, I celti d’Italia. Come autore di narrativa ha pubblicato 21 romanzi, tra cui Palladion, Lo scudo di Talos, L’Oracolo, Le paludi di Hesperia, La torre della solitudine, Il faraone delle sabbie, la trilogia Aléxandros, tradotta in tutto il mondo ( 3 milioni e cinquecento mila copie, è stato un best-seller ed anche un long-seller) Chimaira, L’ultima legione, Il tiranno e L’impero dei Draghi, e nel dicembre 2007, “L’Armata perduta” tutti pubblicati da Mondadori. Con Francesco Guccini e Giorgio Celli ha pubblicato Storie d’inverno e negli Oscar la raccolta di racconti I Cento Cavalieri e Zeus e altri racconti. Nel 1999, è stato votato “Man of the Year” dall’“American Biographical Institute”; è Commendatore della Repubblica italiana “motu proprio” del Presidente Ciampi. Tra gli altri riconoscimenti, ha ricevuto il Premio Heminghway per la narrativa (2004) e il Premio Rhegium Julii per la narrativa (2005). E’ stato nominato cittadino onorario delle città di Siracusa e di Atene.

Fonte: Gardaland Official Press Release

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