L’approssimarsi della fine dell’anno scolastico è sempre stato sinonimo di “gita scolastica”, che fin dagli anni ’70 ha costituito un preciso punto di riferimento per milioni di studenti italiani. Se un tempo la gita era da considerarsi un vero momento di scoperta e di evasione, magari unico per ragazzi che dati i tempi non avevano altra possibilità di spostarsi al di fuori della propria città, oggi l’approccio è ovviamente diverso. Il viaggio è infatti alla portata di tutti e chiunque – o almeno una buona parte – ha la possibilità di visitare città d’arte o altre mete altrettanto interessanti insieme alla propria famiglia a prescindere dalla visita organizzata dalla scuola.
Parallelamente sono cresciute le strutture del divertimento puro e sono nate quelle espressamente dedicate all’educazione. Tutte hanno immediatamente intuito le potenzialità insite in questo mercato composto da flussi dell’ordine di centinaia di migliaia di persone e si sono adoperate per rendere sempre più appetibile il loro prodotto alle scuole. Nel frattempo si è iniziato a parlare di “viaggio d’istruzione” con sempre maggiore vigore, enfatizzando la componente educational di tali eventi, ben aldilà di quella che in effetti risulta esserne la vera natura.
Oggi, come allora, la componente ludica resta infatti predominante e a maggior ragione quando poi si parla di una visita che interessa un parco di divertimenti, ne costituisce la quasi totalità dell’esperienza. Essendo però necessario – e anche corretto – creare i presupposti per una fruizione intelligente e costruttiva della visita, i parchi hanno investito risorse importanti nella creazione dei cosiddetti percorsi didattici, che vengono dunque declinati nelle più svariate forme anche a seconda della tipologia di struttura in cui vengono ad essere messi in pratica.
Quanta cultura, dunque, e quanto divertimento in percentuale durante la visita? Come operano in generale le strutture del divertimento per catturare l’attenzione di insegnanti e studenti e indurli ad effettuare proprio presso di loro la visita? Quali problematiche organizzative caratterizzano l’attività degli uffici marketing che devono promuovere il prodotto? A quali target ci si rivolge? Quali difficoltà affronta l’insegnante nell’organizzare una visita? E quali soddisfazioni riceve? Leggi l’intero articolo.




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