Il caldo picchia duro di questi tempi e anche gli ospiti dei parchi non possono considerarsi esenti dai cosiddetti “colpi di sole”… Questa breve nota non vuole essere certo un’atto di accusa verso la sventurata ragazza (cui auguriamo veloce e piena guarigione) di cui riporteremo a breve il testo di un suo intervento pubblico su Yahoo! Answers, ma una semplice considerazione sul come, proprio prendendo ad esempio il caso in oggetto, a volte certi tipi di lamentele nei confronti dei parchi e non solo, sconfinano nell’assurdo per le motivazioni che stanno alla base del reclamo.
Non è certo il primo e non sarà nemmeno l’ultimo, dal momento che, come del resto in ogni altro settore, la bibliografia (in maggioranza di tipo orale) è infinita. Come è infinita la varietà del genere umano…
“Salve, volevo sapere come scrivere una lettera di reclamo rivolta a Mirabilandia!! Sono stata lì ieri, e non solo non mi è piaciuto per niente il parco, la loro acqua non del tutto pulita mi ha fatto venire un’allergia, riempiendomi di bolle d’acqua sul viso, in testa, sulle braccia e sul petto; sono due giorni che metto cortisone e ancora non mi è passato!! Pretendo un risarcimento dato che hanno fatto passare a me e il mio compagno una giornata indimenticabile, facendoci scappare di fretta e furia da lì per andare a cercare una farmacia, e nessuno disposto a dedicarci 10 min del loro tempo!! E non solo mi rovino pure le ferie perchè ovviamente non mi potrò esporre al sole!! Non mi aspettavo proprio una cosa simile da un parco così publicizzato!! Grazie a tutti coloro che risponderanno”.
Ora, molte persone dopo avere letto questo intervento potrebbero tranquillamente pensare che “il tutto si commenta abbondantemente da solo”. E non avrebbero nemmeno tutti i torti.
Però siamo in estate, fa tanto caldo, c’è la crisi, le famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, le stagioni non sono più quelle d’una volta, si stava meglio quando si stava peggio, lo spread ci tormenta, una rondine non fa primavera e di notte tutti i gatti sono bigi… Vogliamo dunque prenderci un po’ in giro noi italiani, popolo di santi, navigatori e inguaribili maicontenti? Noi, che per qualsiasi cosa accada siamo ormai disposti ad indignarci col mondo intero e pretendiamo di essere risarciti a ogni piè sospinto?
E allora ci viene da dire: Ma benedetta ragazza (e con lei tutte le persone che avanzano reclami di questo tipo), non ti viene forse il sospetto che quanto ti è accaduto sia causa del sole o di qualche altra non ancora ben individuata causa che ha deciso di colpire, ahinoi, solo la tua persona? L’acqua della piscina di Mirabilandia, come pure le acque di tutte le altre piscine, “è non del tutto pulita” solo per te? Quante centinaia di persone stazionavano nell’area incriminata e hanno regolarmente vissuto la loro giornata senza alcun disagio? Un seppur minimo sospetto sull’infondatezza, nonchè assurdità, delle tue affermazioni non ti sfiora minimamente? E non ti sfiora oltretutto il sospetto di avere lanciato un’accusa grave e penalmente rilevante (oltretutto non supportata da alcuna prova) ad una azienda su una pagina di dominio pubblico?
Qui non si vuole difendere nessuno, nè Mirabilandia, nè tantomeno il mondo dei parchi. Si cerca solo di riportare ogni cosa nel giusto ambito perchè troppo spesso gli ospiti dei parchi (e non solo dunque l’esempio che abbiamo evidenziato) si dimostrano particolarmente sensibili alla sindrome del “reclamo” ad ogni costo anche quando è palese ed evidente a chiunque non sia prevenuto, la mancanza di ragionevoli basi a supporto della lamentela.
Sarà perchè fa caldo, c’è la crisi, le famiglie non ce la fanno più, le stagioni non sono più quelle d’una volta, una rondine non fa primavera (anche perchè ora siamo in estate), ma forse a volte il “non mi potrò esporre al sole” potrebbe essere decisamente salutare… In questo modo si evitano le possibili insolazioni. Con o senza bolle aggiunte!
Fonte: Yahoo! Answers







