Il variegato mondo della telefonia cellulare, nel corso dell’ultimo quinquennio, ha dimostrato di aver assunto un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi. Che sia a causa della pubblicità martellante o della reale utilità di possedere un apparecchio tecnologico che ci permetta di effettuare chiamate – e non solo – in mobilità, appare evidente come la diffusione dei telefoni portatili sia oramai eterogenea ed assoluta.
Come ovvia conseguenza di questa diffusione si sono create, nel tempo, diversificazioni di prodotto che hanno portato in questi apparecchi funzionalità sempre più complesse, ma soprattutto non più attinenti al solo mercato della comunicazione vocale. Nascono così gli smartphone, telefoni tuttofare – come si evince dal nome – e che, alla stregua di piccoli computer portatili, sono in grado di offrire ai loro utilizzatori applicazioni per giocare, scrivere, raccogliere informazioni, consultare internet, scattare fotografie e tanto altro.
Dall’iPhone di Apple, capostitpite di questa rivoluzione, alla moltitudine di prodotti proposti anche a prezzo più contenuto e che si basano sul sistema operativo open source di Google, Android, il mercato si sta dimostrando in costante e rapida ascesa, in linea con una quasi inarrestabile evoluzione tecnologica. Grazie ad un approccio di programmazione semplificato e alla relativa apertura dei produttori verso i programmatori di applicazioni, l’attenzione di molte aziende si sta focalizzando proprio su questi strumenti in virtù della possibilità di interessare commercialmente nuovi target, ma anche per offrire nuovi servizi interattivi tramite applicazioni che sfruttano la connettività dei telefoni, come la trasmissione dati veloce via rete 3G e Wi-Fi, ed impensabili fino ad oggi.
Era dunque solo questione di tempo affinché anche le aziende legate al settore amusement (parchi tematici e affini) si adeguassero a questo trend, iniziando a testare un nuovo modo per comunicare ed interagire con i propri ospiti: dopo i primi approcci piuttosto sperimentali, ora le applicazioni cominciano ad essere sempre più numerose e mature tanto che ogni settimana si affacciano sul market – così ci si riferisce ai “contenitori” che su ogni piattaforma le raccolgono e catalogano – nuove applicazioni da scaricare, e consultare anche nel parco. Ma tutto questo interesse sta producendo alla resa dei conti un reale vantaggio per il consumatore? Innanzitutto è bene capire cosa fanno generalmente e a cosa servono queste applicazioni.
I telefoni smartphone possono riprodurre agevolmente contenuti di vario genere (documenti, suoni, foto, video etc.) e la loro portabilità giustifica una delle prime ed immancabili funzioni che i parchi stanno implementando e cioè quella di trasferire nelle mani degli ospiti la consultazione digitale del materiale cartaceo che illustra il parco (mappa), i servizi collaterali nonché, ad esempio, gli orari degli spettacoli, il tutto arricchito di immagini e video. Ciò rappresenta il primo passo obbligatorio quando si pianificano quali contenuti offrire ma se le applicazioni si limitassero a fare solo questo, difficilmente potrebbero candidarsi a sostituire definitivamente il sempre pratico opuscolo fornito dal parco, quantomeno perché più veloce e leggero da maneggiare.
Ed è qui allora che entrano in gioco alcune delle rivoluzionarie funzionalità: potendo queste periferiche accedere ad un’infinita serie di servizi on-line e on-demand i parchi stanno puntando anche a mantenere sempre aggiornati in tempo reale i propri ospiti su tutto ciò che accade nel parco. In occasione della propria visita quindi diventa possibile, ad esempio, consultare la durata delle attese per partecipare a determinate attrazioni, sapere quali punti ristoro sono aperti in un preciso momento o essere avvisati sugli orari di inizio degli spettacoli, come una segreteria virtuale che ci ricorda la cosa giusta da fare al momento giusto senza farci perdere nulla di ciò che il parco ha da offrirci.
Grazie a questo insieme di funzionalità si cominciano ad intravedere i reali vantaggi che l’utilizzo di strumenti di questo tipo possono esprimere, ma per fortuna fantasia e creatività dei programmatori, abbinate alla potenza della tecnologia, lasciano ancora ampio margine di manovra. Basti pensare a quanto innovativo possa diventare l’impiego di strumenti avanzati (GPS e fotocamera) utilizzabili non solo nelle loro funzioni base, come la localizzazione dell’ospite all’interno del parco oppure del suo veicolo nel parcheggio, ma anche per implementare sistemi di realtà aumentata (augmented reality) che, sfruttando l’occhio delle fotocamere installate sui dispositivi, aiutano a riconoscere ciò che si sta inquadrando, fornendo al tempo stesso tutta una serie di informazioni pertinenti, magicamente scaricate ed aggiornate dalla rete in tempo reale. Ma non solo: anche il capitolo giochi sta avendo una rilevanza fondamentale poiché sempre più popolari su queste periferiche e, nel caso dei parchi, utili a rappresentare dei piccoli perditempo da impiegare magari proprio durante le code di attesa.
Un utilizzo consapevole di tutte queste funzionalità può effettivamente contribuire a creare un valore aggiunto per il cliente, che può pianificare al meglio la sua visita, impegnare il suo tempo di attesa in coda per consultare svariate informazioni e, perché no, giocare con i protagonisti digitali del parco. Ma lo stesso parco ha tutto l’interesse ad implementarle in quanto ne potrà trarre dei benefici immediati: oltre all’indubbio riconoscimento che gli verrà tributato dall’ospite, con aumento del grado di fidelizzazione e di soddisfazione, avere uno strumento con il quale poter comunicare direttamente con il visitatore, proponendogli informazioni e consigli anche a carattere promozionale/commerciale o attraverso la raccolta di feedback di visita diretti o indiretti, permette di anticipare le sue esigenze e quindi soddisfare al meglio i suoi desideri.
Tanti aspetti positivi dunque… Ma siamo sicuri che sia tutto così semplice ed immediato? Sebbene senza ombra di dubbio le potenzialità siano immense, per essere tali queste applicazioni devono basarsi essenzialmente su un’infrastruttura dati raggiungibile solo con la connessione alla rete che garantisca la raccolta di informazioni in tempo reale. Questa connessione, se non attuabile tramite postazioni Wi-Fi gratuite collocate nel parco stesso in maniera più o meno capillare, si ottiene attraverso la rete cellulare (connessione veloce di tipo 3G) che però in Italia non è sempre particolarmente affidabile ed efficace.
I parchi sono collocati spesso in zone periferiche, magari non coperte al 100% e all’estero, sfruttando il roaming dati internazionale, la consultazione può risultare anche particolarmente onerosa viste le tariffe a consumo non propriamente economiche che le compagnie telefoniche applicano. Purtroppo questo aspetto è un pò il tallone d’Achille di tutto il sistema ma la speranza è che con l’andare del tempo il servizio venga migliorato e reso ancor più accessibile, soprattutto in termini economici.
Armati per ora di un buon abbonamento dati che ci permetta di usufruire di tutto ciò senza rischiare la bancarotta possiamo iniziare a scaricare le applicazioni dei parchi che andremo a visitare, imparando a conoscerli a fondo e perché no, divertendoci con le funzionalità più originali. I grandi nomi del divertimento stanno pian piano diffondendo sul mercato le loro applicazioni ma con un pò di pazienza e di tempo si possono anche scovare prodotti non ufficiali, talvolta più utili di quelli originali.
Per citare alcune delle applicazioni più interessanti si possono segnalare quelle realizzate dal gruppo Merlin per i suoi parchi – Gardaland in primis – che mostrano una struttura di base molto simile ma che di volta in volta vengono ottimizzate a seconda del parco interessato (si confrontino ad esempio anche le applicazioni di Thorpe Park e Alton Towers). Tra le varie funzionalità proposte non manca la realtà aumentata, la possibilità di rintracciare la propria auto previa registrazione della sua posizione, nonché una caccia al tesoro interattiva da svolgersi proprio all’interno del parco.
Sempre in Italia anche Minitalia-Leolandia ha proposto con successo la sua applicazione che si presenta ricca di contenuti e con un simpatico gioco ma pioniere è stato il gruppo AcquaVillage Waterparks che in tempi non sospetti aveva già percorso nel 2010 questa strada, purtroppo però tralasciando di aggiornare le informazioni per la stagione 2011. Il gruppo SeaWorld, proprietario anche del brand Bush Gardens ha a sua volta prodotto una piattaforma molto similare per le applicazioni di tutti i suoi parchi: molto efficace seppur senza offrire particolari innovazioni. Rimanendo in territorio europeo invece buoni risultati anche per le applicazioni di Europa Park (che soffre però di una mappa forse un pò troppo semplificata) e quella di Disneyland Resort Paris, l’unica ufficiale di casa Disney per il momento. Per tutte quante è opportuno segnalare che le funzionalità più interessanti, come i tempi di attesa o la realtà aumentata, si possono consultare solo all’interno del parco.
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