Parchi tematici europei: rivoluzione in corso

I nuovi equilibri derivanti dai numerosi cambi sia di proprietà che di gestione nel panorama europeo dei parchi di divertimento

L’ultimo triennio di vita dei parchi tematici in Europa è stato molto movimentato, a tal punto da creare confusione e dubbi amletici anche ai più rodati esperti di settore. A dire il vero oggi stabilire se vi siano stati miglioramenti o peggioramenti non è cosa facile: su più fronti si sono verificate modificazioni anche radicali che hanno portato a sostanziali cambiamenti ai vertici di numerose compagini. Cessioni e acquisizioni un po’ di confusione l’hanno effettivamente creata ma di una cosa si può essere certi: per usare una ricorrente terminologia politica, il “rimpasto” verificatosi tra il 2002 e il 2005 è stato talmente radicale che il tempo trascorso è ancora poco per poter formulare un quadro completo e veritiero dello scenario europeo odierno e delle prospettive future. Ciò mette quotidianamente a dura prova tutti gli operatori del settore che si devono confrontare con questa situazione incerta (per certi versi ancora poco rassicurante), e con la lenta ripresa del mercato stesso. La serie di brevi riflessioni cognitive esposte qui di seguito (un riepilogo di quanto accaduto in Europa, Italia esclusa) spero possa essere utile strumento a voi lettori/operatori al fine di ripercorrere le tappe di un divertimento complesso ancora in piena fase di maturazione, o come dice qualche addetto ai lavori, “in corso di rivoluzione”.

CASO GREVIN ET CIE
 
Alcune importanti acquisizioni strategiche, con un successivo riassestamento e rilancio di parchi minori come New Pleasurewood Hills, hanno messo in luce una major, prima poco conosciuta, in forte espansione. I piani in atto dell’amministratore delegato Olivier de Bosredon sono molti e riguarderanno ancora il prossimo quinquennio; a riguardo sono ancora top secret 2 importanti acquisizioni. Mentre la struttura di punta del gruppo, Parc Asterix, continua ad inanellare successi in termini di presenze rispetto al vicino concorrente Disneyland Resort Paris, prosegue con importanti investimenti (ma sempre con l’appoggio del governo locale) anche la conduzione del Bioscope.

CASO TUSSAUDS

Un colossale acquisto da parte della DIC – Dubai International Capital – per ben 800 milioni di sterline ha “scosso” un’area di mercato che sembrava oramai consolidata. La Tussauds, conosciuta per i noti musei delle cere sparsi nel mondo, è impegnata a 360° nel settore theme parks con i parchi divertimenti Chessington World Of Adventures, Alton Towers, Thorpe Park, il 70% della grande ruota panoramica London Eye, e Heide Park in Germania. Nel percorso storico prima Paerson, poi dal 1998 Charterhouse Capital Partners (con un acquisto di “soli” 352 milioni di sterline) si sono avvicendati a questo piccolo impero; all’inizio del 2005 però la musica è cambiata ancora. A distanza di soli 7 anni una grande vendita dopo una forte ricapitalizzazione (si chiedevano addirittura 900 milioni di sterline per la trattativa) ha portato al comando la Dubai International Capital. Il super gruppo, che ha dichiarato fin da subito di essere entrato nel grande giro con la prerogativa di fare concorrenza alle altre major, per dovere di cronaca, è presieduto niente meno che da Sheik Mohammed bin Rashid al-Maktoum, Principe di Dubai.

CASO STAR PARKS

Dal 2004 la Palamon Capital Partners LP ha acquisito ben 7 parchi della divisione europea Six Flags. Il gruppo, che opera sotto il nome di Star Parks, è presieduto da Bill Muirhead, navigato uomo di settore che vanta a curriculum esperienze di prestigio con la Six Flags; al suo fianco Denis Hermesse, riconosciuto esperto Walibi. Attualmente la catena annovera nel proprio portafoglio divertimenti i seguenti parchi: Walibi Belgium, Walibi World, Bellewaerde Park, Movie Park Germany, Walibi Rohne Alpes, Walibi Aquitaine,  Walibi Lorraine.

CASO MERLIN ENTERTAINMENTS

Un acquisto nel pieno riserbo da parte del Blackstone Group LP di New York (già detentore tra l’altro del 50% di Universal Orlando) della Merlin Entertainments (Hermes Private Equity) per la cifra di 187 milioni di dollari (102,5 milioni di pounds) ha colto di sorpresa molti operatori. Merlin Entertainments, noto operatore europeo gestore unico del London Dungeon, dei 19 parchi di vita marina Sea Life e degli Earth Explorer, nel solo 2004 ha registrato ai propri tornelli ben 6,3 milioni di visitatori, con una crescita di oltre un milione di presenze rispetto all’anno precedente. Attualmente la catena Sea Life è una delle più estese e complete d’Europa nonché, secondo indiscrezioni, la più redditizia e solida; tra il 2006 ed il 2007 approderà anche in Italia.

CASO LEGOLAND THEME PARKS

Poco dopo il caso Merlin, Blackstone Group ha formalizzato, in seguito al recente parere favorevole dell’Antitrust, l’acquisto della catena di parchi Legoland (California, Danimarca, Inghilterra, Germania) aggiudicandosela per una cifra di 457 milioni di dollari (“battuta”, probabilmente al rush finale, la Palamon Capital Partners alias Star Parks). La nuova Merlin Entertainment (questo sembra sia il nome ripreso dal gruppo investitore per la gestione dell’intero portafoglio Merlin + Lego) sarà detenuta per il 70% dalla Blackstone e per il restante 30% proprio dalla danese Lego che trova così un ottimo spunto per rilanciare e ampliare il proprio business sui mattoncini colorati (ultimamente sofferente).

CASO ASPRO OCIO

Aspro Leisure Park Company, società soggettivamente sottovalutata fino a poche stagioni fa dagli addetti ai lavori, ha recentemente incorporato nell’Aspro Group il parco acquatico francese “Acquatica”. L’acquisizione, come dichiarato da recentemente da un portavoce, sancisce ancora una volta la generale superiorità del gruppo in Europa e lo pone ai vertici nel mercato francese con ben 7 strutture del tipo “water park” in portafoglio. L’Aspro Group è presente in maniera capillare in Europa con le seguenti strutture: “Aqualand” (catena multi-struttura) in Spagna, Portogallo e Francia, “Aqualeon” in Costa Dorada, “Palmitos Park” nell’isola di Gran Canaria, “Marineland” a Mallorca e in Catalonia, “L’aquarium” a Barcellona, “Blue Planet Aquarium” in Inghilterra, “Deep Sea World” in Scozia, “Boudewijin Sea Park” in Belgio, “Alpamare” in Svizzera, e “Aquatica” in Francia. I numeri attuali: 25 parchi in 6 paesi, 12 in Spagna, 1 in Portogallo, 1 in Svizzera, 1 in Belgio, 2 in Gran Bretagna, 7 in Francia, più l’Aqualand della Caribbean Island di Martinique, e da 3 mesi circa, il Parque de Las Aguilas / Jungle Park. In tutto 17 parchi acquatici, 2 parchi di vita marina, 3 acquari di ultima generazione, 2 parchi safari, 1 parco faunistico puro, 1 parco meccanico.

CASO WARNER BROS MOVIE WORLD MADRID

La relationship tra il nuovissimo parco spagnolo e Six Flags è terminata dopo appena 2 anni dall’apertura; il contratto di management è stato “stracciato” anzitempo; il Movie World ora opera quasi autonomamente (self management). Nel 2004, a distanza di soli 2 anni dall’inaugurazione, il debito era ancora forte (circa 41,9 milioni di dollari) e gli ospiti “accolti” meno della metà prevista (1,1 milioni circa). Warner Bros., rimasta comunque detentrice del 4% delle quote del parco, non ha ritoccato il licensing agreement inerente i Super Heroes ed i Looney Tunes (salvo alcuni numeri percentuali di royalties!).

CASO PORT AVENTURA

Uscita di scena per la Universal dopo una breve parentesi durata dal 1999 al 2004; ora controllo e gestione sono interamente in mano agli spagnoli. Da qualche mese si parla di grandi progetti di allargamento del resort a breve (nuovi hotels, nuovo campo da golf, ampliamento parco acquatico), alcuni dei quali già avviati.