Un articolo a cura di Scott Powers (Orlando Sentinel) – traduzione di Monica Ternelli – apparso sulla rivista americana alcuni mesi fa
La “Jungle Cruise”, considerata uno dei classici ride sia a Disneyland che a Walt Disney World, è stata una vera e propria sfida da ricreare a Tokyo Disneyland. Anche nel parco Disney di Hong Kong l’attrazione è risultata molto difficile da proporre e non si è nemmeno tentato a Disneyland Paris. I problemi non erano né tecnologici né logistici ma piuttosto per la lingua e le culture diverse. Ad esempio, immaginate la classica battuta che dice il pilota della barca ai passeggeri a Disney World’s Magic Kingdom: si basa su un gioco di parole che tradotto letteralmente perde completamente di significato.
Quando gli operatori dei parchi a tema devono lavorare sui mercati esteri, scoprono spesso che ciò che va bene per il divertimento della famiglia da una parte, non necessariamente va bene anche all’estero. Questo per differenze di lingua, costumi, valori sociali, humor, leggende e obbliga le compagnie a sviluppare variazioni per adattarsi alle situazioni locali. “Jungle Cruise” potrebbe essere una delle attrazioni più rilassanti in ogni parco Disney – un lento percorso a bordo di barche – ma da soli la foresta come sfondo, le false rovine e i personaggi e animali animatronici non invogliano molto a ripetere il viaggio. Il ride è popolare sin dall’apertura di Disneyland nel 1955 in gran parte proprio grazie al monologo comico dell’operatore. Ma perché questo funzioni bisogna capire le battute.
“La commedia è la cosa più difficile da tradurre” ha detto Bruce Vaughn, capo creatore esecutivo a Walt Disney Imagineering, la divisione creativa della Disney. “Succede lo stesso nell’industria del cinema. Non si possono fare traduzioni letterali delle battute, che possono basarsi su sottigliezze che non esistono in altre culture”.
I trasferimenti all’estero di Walt Disney Parks and Resorts e di Universal Parks & Resorts continuano: la Disney è andata in Giappone e a Parigi. La Universal aveva provato in Spagna. La Disney si è trasferita a Hong Kong. La Universal si sta dirigendo verso Singapore. La Disney è in trattative con Cina e India. La Universal fa accordi a Dubai. Molti imprenditori americani specializzati in parchi a tema, incluse molte ditte con base a Orlando, stanno cercando opportunità per trasferire le attrazioni esistenti in America in nuovi parchi sparsi per il mondo. Per questo la Universal ha concentrato la sua esportazione di attrazioni su film di grande successo come “Terminator 2″ e “Men In Black”, che sono andati molto bene anche oltreoceano.
Mark Woodbury, presidente della Universal Creative, non si aspetta che questo schema cambi. “Ciò che stiamo facendo è esportare la cultura popolare occidentale grazie all’esperienza cinematografica.” Così la Tower of Terror della Florida è molto diversa da quella in Giappone, dove i vecchi film in bianco e nero della serie “The Twilight Zone” non hanno avuto successo. I progettisti della Universal devono affrontare delle ardue sfide per tradurre alcune delle attrazioni di Orlando per la cultura conservatrice di Dubai.
“I proprietari di attrazioni che si rendono conto delle differenze culturali dei vari paesi, possono riuscire a portare al successo le attrazioni americane anche in altri paesi. Ma questo richiede sforzi, conoscenze e anche un po’ di umiltà” sostiene Sylvia Matita, della “A Different View” una ditta di consulenze che lavora con attrazioni internazionali. Un rollercoaster o un’altra attrazione emozionante possono essere trasferiti facilmente in un altro paese, perché un’emozione fisica è sempre uguale anche “sotto un altro cielo”. Ma la Disney, la Universal e altri parchi a tema vendono storie, non solo emozioni fisiche, e le storie hanno bisogno di essere tradotte.
Jerry Aldrich, presidente di Amusement Industry Consulting di Orlando, parla del trasferimento di un shooting dark ride americano – simile all’attrazione “Men In Black” della Universal – al parco Terra Mitica in Spagna. Negli Stati Uniti si doveva sparare ai cattivi, ma non in Spagna, dove anche solo fingere di sparare a qualcuno non è pensabile. “Non si può sparare alle persone” dice Aldrich. “Abbiamo dovuto mettere altri oggetti che non rappresentassero persone, come per esempio lattine o cose del genere”.
Brian Blanchard, direttore di Baker Leisure Group di Orlando, dice che quando ha seguito l’apertura di un parco a tema chiamato Al-Shallal in Arabia Saudita, la difficoltà maggiore è stata trovare delle storie televisive o cinematografiche che fossero ben conosciute in quel paese. A causa della censura e dell’atteggiamento conservatore dovuto alla cultura islamica, c’erano ben pochi temi cinematografici che fossero familiari e sui quali poter lavorare per costruire dei temi per il parco. “Tutti i rides che abbiamo scelto erano generici. Ma per un ride indoor dovevamo scegliere un tema, così abbiamo optato per quello dell’Amazzonia, che tutti conoscevano”.
La Baker Leisure sta avendo lo stesso tipo di problemi adesso con Dubai. Bruce Vaughn, imagineer Disney, racconta un’esperienza simile in seguito alla decisione della Disney di costruire una Tower of Terror in Giappone. Si è dovuto riscrivere completamente una nuova storia, perché in Giappone non è conosciuta la vecchia serie di Twilight Zone, su cui si basa la storia della Tower of Terror americana. Così in Giappone i guai della Torre sono dovuti a una bambola maledetta portata da un esploratore.
Un’altra sfida per la Disney è stata esportare la classica “Haunted Mansion”, perché i fantasmi sono visti in modo diverso nelle varie culture. Questo è il motivo per cui la Casa è stata costruita in aree diverse dei parchi Disney nel mondo. L’originale è stata aperta a New Orleans Square nel 1969, con una visione divertente e comica dei fantasmi. Questo è stato ripetuto anche a Orlando dove la Casa si trova nell’area Liberty Square. A Parigi si trova invece a Frontierland: i Francesi amano molto il tema western che qui è stato associato al mondo pauroso dei fantasmi. In Giappone si trova a Fantasyland, l’area della fantasia per eccellenza. Non esiste una “Haunted Mansion” a Hong Kong, ma se ci fosse sarebbe la versione più spaventosa di tutte.
Anche il pezzo forte dei parchi Disney, il Castello, ha richiesto un adattamento nel Resort di Parigi. A causa delle elevate aspettative degli Europei, circondati da veri castelli, il Castello della Bella Addormentata è molto più complesso degli altri: ha un altro piano da visitare, finestre decorate, arazzi e anche un drago. Come ha detto Vaughn “In Europa non puoi proporre un vecchio castello e aspettarti che tutti ne siano impressionati”.








