Stagione 2005: un anno da dimenticare per i parchi acquatici

La Crisi Economica influisce sul numero di ingressi, ma il vero problema, almeno per gli acquatici, è il Meteo

La stagione 2005, iniziata molto presto in conseguenza delle festività pasquali che quest’anno cadevano in anticipo sul calendario, era iniziata decisamente bene. La crisi economica che attanaglia l’Europa, beninteso, è sotto gli occhi di tutti, ma dai primi dati di affluenza riscontrati nei “parchi asciutti”, pareva non farsi sentire nelle tasche delle famiglie italiane, dimostratesi disposte ad investire ancora una volta il proprio denaro nella fruizione dei luoghi del divertimento.
Una percentuale importante delle strutture italiane è però costituita dai parchi acquatici, che hanno un percorso di vita assai meno esteso sul fronte temporale; 90 giorni e poco più. Questo significa che, come ben sanno gli operatori del settore, i giorni disponibili per rimediare ad eventuali malefatte di Giove Pluvio, sono ben pochi ed è per questo che l’intera stagione di un parco acquatico si gioca sui pochi e preziosissimi weekend di luglio e agosto.

I Parchi tematici

Anche gli altri parchi vivono principalmente di questi weekend e una situazione meteo avversa può portarli alla crisi, ma dalla loro hanno i cosiddetti “weekend e festività cuscinetto” che, spalmandosi tra aprile e ottobre, possono in qualche modo almeno mitigare eventuali “flop da pioggia” in termini di presenze.
Parchi come Mirabilandia, Oltremare e Movie Studios Park, come riferitoci dai loro responsabili, stavano infatti registrando percentuali nettamente positive rispetto agli ingressi dell’anno precedente e a inizio estate, con l’apertura delle strutture acquatiche, le prospettive erano dunque abbastanza rosee per tutto il comparto amusement.

Prima di raccontarvi dei parchi acquatici, però, è necessario soffermarci ancora un istante sui tre parchi appena citati, se non altro per cercare di capire quali siano state le ragioni di questo iniziale successo primaverile, sostanzialmente protrattosi poi, nonostante le avverse condizioni climatiche di agosto e settembre, fino alla chiusura. Mirabilandia è un caso abbastanza atipico, dal momento che, se si eccettua la novità (2003) e successivo ampliamento (2004) della sezione acquatica, negli ultimi quattro anni non si sono registrate installazioni di attrazioni dal forte impatto sul pubblico. In barba alla regola non scritta “obbligatoria una novità all’anno per consolidarsi o crescere”, il parco di proprietà Loefferhardt-Casoli, ha segnato un’inversione di tendenza producendo un incremento significativo sul fronte delle presenze, che dopo il positivo boom di fine millennio avevano iniziato a vacillare a partire dal 2002.

Effettuando un’analisi per forza di cose molto superficiale, sono almeno quattro i motivi di questo incremento solamente all’apparenza strano se si dovesse prendere in considerazione esclusivamente la regola della grande novità ogni anno:

  • il proseguimento dell’iniziativa “second day free”;
  • l’appeal e ottima valenza della sezione acquatica;
  • il consolidamento naturale del nuovo “brand”, che solo dal 1998 si è potuto circondare di un’aura positiva;
  • il restyling e miglioramento negli ultimi due anni di alcune aree del parco sia sul fronte botanico che su quello scenografico, con particolare riferimento alla zona bambini, divenuta oggi un vero e proprio gioiellino sia in termini di offerta che di impatto visivo.

Oltremare di Riccione non è una sorpresa, dal momento che il prodotto, pur se ancora con qualche lacuna, è sufficientemente forte per richiamare numeri sempre più elevati di visitatori. Alcuni fattori, a nostro parere, avevano fortemente limitato il numero di ingressi nella stagione scorsa:

  • l’eccessivo costo del biglietto di ingresso a fronte di un’offerta ancora carente su taluni aspetti;
  • la difficoltà di fare percepire al pubblico attraverso la campagna pubblicitaria la tipologia della struttura;
  • il ritardo nell’apertura, che aveva impedito di coinvolgere massicciamente il mercato delle scuole;

A distanza di un anno, l’apertura anticipata, il mercato delle scuole che ha risposto in termini positivi e un migliorato rapporto qualità/prezzo (con l’inserimento del cinema IMAX compreso nel biglietto d’ingresso e ulteriori migliorie nelle aree presenti e nei servizi) hanno fatto si che l’incremento su base annua si sia attestato addirittura oltre il 40%.

Movie Studios Park di Lazise presenta una storia ancora differente, trattandosi di un parco a tema fondamentalmente “low-budget”, nonostante le dimensioni importanti (10 ettari). Con un investimento di poco superiore ai 15 milioni di euro, infatti, dal 2003 ad oggi è stata realizzata una struttura che sotto certi aspetti ha dell’incredibile. Nel suo complesso questo parco evidenzia ancora diversi limiti, ma il riscontro del pubblico che lo ha visitato, in termini di apprezzamento, è fino ad ora risultato positivo oltre le aspettative.

Fino alla stagione scorsa, complice anche una certa difficoltà palesata nel comunicare al pubblico la natura e la qualità del proprio prodotto, nuovo per il mercato italiano, i risultati in termini di presenze non sono stati esaltanti, ma nel 2005 si è avvertito un deciso incremento che fa ben sperare per il futuro, dal momento che si è passati da 80.000 a oltre 130.000 presenze. Alla luce di questi risultati, la Direzione si è detta disposta ad investire ulteriormente in nuove attrazioni per il prossimo anno; il che dovrebbe sancire la definitiva consacrazione di questa struttura a livello italiano e non solo.

Questo exploit ha inoltre contribuito ad annullare il calo dei visitatori riscontrato al parco acquatico adiacente, uno dei più belli d’Europa e sempre di proprietà della famiglia Amicabile, dimostrando che la pluralità d’offerta può sopperire ai disastri causati dal meteo. Anche un osservatore distratto non può infatti esimersi dal notare che le tre realtà che abbiamo appena citato, pur nella loro forte diversità, sono contraddistinte da un unico comune denominatore: la presenza di due diverse tipologie di parco nel medesimo complesso: Mirabilandia – Mirabilandia Beach, Oltremare – Aquafan e Movie Studios Park – AquaParadise.

I Parchi acquatici

Salvo qualche eccezione, le strutture acquatiche hanno aperto i battenti la seconda settimana di giugno e i primi riscontri, complice anche un’ondata di caldo torrido a metà mese, sono stati ampiamente positivi. Dopo la metà di luglio sono iniziati i problemi, evidenziatisi inizialmente al nord, dove alcune giornate importanti sono state funestate dall’abbassamento della temperatura e da numerosi rovesci.

Il mese di agosto è stato un vero disastro, con weekend completamente negativi su tutta la penisola. Settembre non ha chiaramente poi potuto raddrizzare una situazione ormai compromessa, dal momento che storicamente le ultime due settimane di apertura non portano mai grandi numeri. Per capire però meglio come sono andate le cose, abbiamo incontrato e intervistato tre Direttori di altrettante strutture.

Aqualandia

Luciano Pareschi ci accoglie all’interno del parco del Lido di Jesolo in pantaloncini corti e con la solita invidiabile abbronzatura, ma intorno a noi, sabato 3 settembre, si percepiscono a fatica i circa 300 visitatori che hanno osato sfidare la pioggia di un’uggiosa mattinata che nulla pare avere a che spartire con l’estate. Questi pochi coraggiosi verranno poi gratificati da un pomeriggio soleggiato e scevro di code alle attrazioni – il sogno di ogni ospite – ma questo non consola certamente il Direttore.

“La stagione per noi inizia presto perché ogni anno il nostro calendario d’apertura cerca di sfruttare le festività della Pentecoste, che per gli ospiti tedeschi sono occasione di vacanza – ci spiega un rassegnato ma comunque sempre sorridente Pareschi – ma già a fine maggio e inizio giugno si cominciavano a notare preoccupanti defezioni. Poi la svolta, con un periodo spettacolare tra metà giugno e la terza settimana di luglio, in cui addirittura abbiamo segnato un incremento totale delle visite rispetto allo scorso anno”.

A questo punto, il disastro, con una serie di giornate di pioggia cui non assistevo da 17 anni e che ad oggi mi consente di affermare che il nostro parco ha subito un calo percentuale superiore al 20% e segneremo quindi poco più di 135.000 ingressi. Considerando che anche le altre due strutture che affiancano il parco acquatico (disco-bar Cuba Libre e Adventure Golf, n.d.r.) hanno subìto un calo di oltre il 10%, la mia considerazione finale è che si sia avuta anche una defezione generale di turisti nella nostra zona, che all’ultimo momento, viste le condizioni meteo, hanno accorciato o addirittura annullato la loro vacanza.

Nonostante la situazione negativa di quest’anno, comunque, posso affermare che finalmente sono abbastanza soddisfatto di quello che oggi il mio parco offre in termini di tematizzazione, sicurezza, servizi, attrazioni e di conseguenza rapporto qualità/prezzo. Ben lungi in ogni caso dal considerare finito il lavoro che stiamo facendo, credo che la risposta del pubblico ci sia stata, almeno nei giorni di sole, e quindi non ho nessuna intenzione di fermarmi; noi andremo avanti con gli investimenti e quindi aspettatevi novità anche per il prossimo anno e per quelli a venire”.

Aquasplash

La struttura acquatica di Lignano Sabbiadoro, conosciuta anche come la più antica d’Italia, è stata affiancata negli ultimi anni da un Family Playground chiamato Gulliverlandia, ed è proprio all’interno di questo parco “asciutto” per famiglie che incontriamo Daniele Vacondio.

”I numeri di Gulliverlandia sono stati più o meno gli stessi dello scorso anno, ma essendo una struttura in crescita, è evidente che anche in questo parco abbiamo risentito della stagione sfavorevole. Purtroppo, come accaduto nelle altre strutture simili in Italia, è in Aquasplash che abbiamo dovuto registrare un calo di visitatori di circa il 20%.

La crisi economica non penso abbia influito particolarmente su questo calo, dal momento che il family playground ha tenuto, e mi sento quindi di affermare che è stato il meteo a condizionare l’intera stagione. E’ abbastanza chiaro però che abbiamo pagato anche le minori presenze di turisti sul territorio. Le nostre strutture interessano infatti principalmente coloro che vengono a trascorrere le vacanze in zona e sicuramente anche il fatto che i giorni di vacanza sono diminuiti o sono stati spostati in altre località, ha influito notevolmente.

Alcuni dati non ancora ufficiali parlano di un forte calo di presenze nella sola Lignano e questo la dice lunga sulle difficoltà che si devono affrontare per proporre buoni servizi e ricevere al contempo un riconoscimento economico per questo. Per intenderci, siamo ben lontani dal periodo d’oro posto a cavallo degli anni ’80 e ’90. Per il futuro penso sarà importante proporre sempre nuove idee e creare un prodotto che possa ulteriormente soddisfare il visitatore inducendolo a spendere il proprio denaro perché egli stesso ritiene che ne valga la pena. Non è facile, ma noi continueremo a provarci”.

Etnaland

Incontriamo Francesco Ruscello, Direttore del parco sito nei pressi di Catania nel corso di una discreta giornata di sole della seconda settimana di settembre, giusto pochi giorni prima della chiusura della stagione.

“Quest’anno possiamo dividerlo quasi a metà; fino alla fine di luglio abbiamo registrato numeri importanti, addirittura superiori a quelli degli anni scorsi. Alcune volte abbiamo dovuto persino chiudere i cancelli perché il parco scoppiava letteralmente, poi, da agosto, le cose sono cambiate. Non ricordo di avere mai visto così tante giornate di maltempo nella nostra isola, che di conseguenza hanno causato un drastico calo delle presenze rispetto alle previsioni. Se non avessimo avuto i confortanti numeri primaverili del Parco Zoo (anch’esso facente parte della struttura, n.d.r.) e quelli della prima parte dell’estate all’acquatico, anche grazie alla grande novità di quest’anno (il River Rafting CROCODILE RAPIDS, n.d.r.), sarebbe stato un disastro completo.

A fine luglio segnavamo infatti un +30% e da quel punto in poi abbiamo potuto solo limitare i danni attestandoci alla fine su numeri appena un poco più bassi di quelli della scorsa stagione di circa un 4% (400.000 ingressi per l’intero complesso). Ritengo che nel nostro caso si sia trattato solo di una conseguenza ascrivibile al meteo sfavorevole, anche perché durante le giornate di sole i visitatori sono sempre stati moltissimi, anche 10.000 in un giorno. Il nostro bacino di utenti è costituito nella stragrande maggioranza dai residenti in Sicilia. Non siamo dunque legati alla presenza dei vacanzieri come può accadere in altre zone più vocate al turismo come la Riviera romagnola e veneta o il comprensorio del Lago di Garda.

Per il futuro vogliamo continuare ad investire per venire sempre più incontro alle esigenze del nostro pubblico, che essendo non intercambiabile come avviene nelle zone ad alta presenza di turisti, deve essere continuamente stimolato a ritornare entro un lasso di tempo il più breve possibile. Nel realizzare CROCODILE RAPIDS, primo esempio in assoluto di come si può inserire un’attrazione tipica da parco meccanico di alto livello all’interno di una struttura acquatica, abbiamo tracciato una strada su cui cercheremo di continuare a muoverci.

I costi sono naturalmente enormi rispetto a quelli di un comune scivolo, ma il riscontro che abbiamo ricevuto ci induce a pensare di avere fatto centro. In ogni caso, investiremo ancora maggiormente nei servizi, negli spettacoli e nella tematizzazione delle diverse aree e delle attrazioni, perché alla sera gli ospiti possano rendersi conto di avere trascorso un’intera giornata in un luogo che ha saputo rispondere pienamente ai propri desideri… anzi, che li abbia addirittura superati. In sostanza, cercheremo di fidelizzare fortemente i visitatori puntando su tutta una serie di servizi accessori e attrazioni che possano soddisfare anche gli ospiti che per indole o per età non amano gli scivoli. Un’alternativa non solo alla spiaggia, dunque, ma anche alla gita fuori porta di tutta la famiglia”.

Il futuro

Il nostro viaggio all’interno di alcune delle più importanti realtà italiane per analizzare la stagione 2005 si conclude quindi con il dovere registrare un’annata fortemente negativa, ma ci consola l’avere percepito in tutti gli operatori del settore la voglia di rilanciare la sfida per il prossimo anno. In taluni casi gli investimenti non saranno certamente quelli auspicati, ma quello che induce a ben sperare è la convinzione registrata all’unanimità che non si è affievolito nel pubblico il desiderio di trascorrere una giornata spensierata all’interno di un parco e che, anzi, l’intenzione dei “produttori del divertimento” è quella di stimolarlo ancora maggiormente. Si preannuncia quindi, almeno nelle intenzioni dichiarate, un 2006 su cui gli operatori (e il pubblico, ovviamente) contano molto… Giove Pluvio permettendo!