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Europa Park: le ragioni di un successo

Articolo di Roberto Canovi. Pubblicato il 28/07/2009.

Le ragioni del prodigioso successo del parco tedesco di Rust sono molteplici. Un esempio da seguire per tutti, a patto che venga applicata la medesima passione dimostrata dalla famiglia Mack
Europa Park


Luglio 1975: a distanza di una sola settimana una dall'altra, vengono inaugurate due strutture destinate a fare la storia dei parchi di divertimento. Con una sostanziale differenza. Gardaland è un esempio per l'Italia, mentre Europa Park lo è per l'intera Europa. Non è poca cosa se consideriamo che le due strutture sono partite alla pari.

Ed è partito alla pari anche Phantasialand (Germania), inaugurato sempre nel 1975. Per non parlare del parco olandese Efteling, la cui data di nascita risale addirittura al 1952. Anche in questi ultimi due casi stiamo parlando di parchi importanti, che possono essere collocati nell'Olimpo dei migliori parchi europei. Ma anch'essi debbono soccombere dinnanzi ai risultati strabilianti ottenuti da Europa Park.

Tralasciando Disneyland Paris Resort, che ha storia, investimenti e brand completamente differenti e quindi non paragonabili, che cosa ha dunque contribuito a decretare il maggiore successo di Europa Park rispetto ai suoi colleghi continentali? E quali sono le caratteristiche che lo differenziano, almeno in parte, dalle altre strutture europee permettendogli di staccare 4 milioni di biglietti e vincere ogni anno svariati premi internazionali?

Collocazione geografica e validità del prodotto

E' facile osservare come la posizione di Europa Park, 100 chilometri dal confine svizzero e 8 da quello francese, vicino a città come Strasburgo (40 km e 400.000 abitanti) e Stoccarda (150 km e 600.000 abitanti) possa risultare strategicamente importante, ma questo non è sufficiente. I grandi numeri dipendono anche da un'altra importante condizione, che vale naturalmente per tutti i parchi: il grado di appetibilità del prodotto offerto.

Nel 1991, anno in cui chi scrive effettuò la prima visita al parco di Rust, la zona era completamente diversa da quella attuale. L'autostrada, ad esempio, scorreva sempre nelle vicinanze del parco, ma non esisteva un'apposita uscita come quella realizzata solo pochi anni fa. Il tratto di circa 8 km tra l'uscita più vicina e il parco si affrontava quindi lungo una stretta strada di campagna dove non era infrequente procedere a passo d'uomo incolonnati dietro uno dei numerosi mezzi agricoli che si spostavano nella campagna.

Rust era un piccolissimo paesino a vocazione agricola di 2.700 abitanti, non esistevano praticamente hotel e il parco era quasi un corpo estraneo inserito nella quotidianità cadenzata dai tranquilli ritmi della vita rurale. Contemporaneamente, sul Lago di Garda milioni di turisti - anche tedeschi - costituivano già un bacino di utenti potenziali enorme per Gardaland, tutti all'interno di un'isocrona di massimo 50 km.

L'esplosiva cavalcata verso il successo di Europa Park è però iniziata proprio in quegli anni, quando l'introduzione in rapida successione di nuove aree e attrazioni particolarmente importanti, ne hanno elevato a dismisura il livello qualitativo ampliando di fatto anche le isocrone di riferimento proprio sul fronte del bacino di utenti potenziali. Tedeschi, francesi e svizzeri decisero dunque che anche un viaggio di 3 ore (peraltro tutte di autostrada) era giustificato per raggiungere quello che si stava trasformando in un vero parco tematico in grado di fare già concorrenza al primo Disneyland, che dopo l'inaugurazione nel 1992, palesava qualche problema.

In pochi anni il paesino ha conosciuto un boom edilizio notevole e ora, su una popolazione di circa 4.000 abitanti, gli hotel e i B&B sono numerosissimi. Rust è ora una destinazione turistica unicamente perché esiste il parco e quasi tutta l'economia della zona ruota intorno ad esso.

Costruttori di attrazioni

E' sicuramente una delle caratteristiche più atipiche e allo stesso tempo vincenti del fenomeno Europa Park. La famiglia Mack, proprietaria del parco, fin dal 1780 costruiva mezzi di trasporto. Dal 1880 iniziò a produrre quasi esclusivamente mezzi utilizzati per Fiere e Circhi, mentre dal 1920 si focalizzò definitivamente sulle attrazioni per Luna Park e Parchi di Divertimento. La sede della fabbrica si trovava, allora come oggi, a Waldkirch nei pressi di Friburgo. Nel 1921 la Mack realizzò il suo primo coaster in legno e nei decenni successivi costruì diversi tipi di attrazioni che vennero vendute in tutto il mondo. All'inizio degli anni '70 la famiglia Mack si rese conto della necessità di avere una sorta di show-room dove collocare alcune delle sue attrazioni funzionanti per mostrarle ai possibili acquirenti e a questo scopo, anche se non fu in realtà l'unica ragione, venne creato Europa Park. Si decise di utilizzare l'area della tenuta del Castello Balthasar a Rust, situato a una ventina di chilometri da Waldkirch.

La possibilità di potere inserire nel parco le proprie attrazioni, risulta evidente, comporta un sicuro vantaggio economico e allo stesso tempo permette di godere di una formidabile vetrina utilizzabile per promuovere i propri prodotti sul mercato. Questa sinergia è risultata vincente, tanto che oggi la crescita e il successo di Mack Rides, sta andando di pari passo con quello di Europa Park.

Negli anni della gestione Casoli-Löffelhardt a Mirabilandia, si è visto un timido tentativo di replicare questo tipo di sinergia con l'installazione di alcune attrazioni di Preston&Barbieri, mentre a Minitalia Leolandia Park le nuove giostre sono tutte marchiate Zamperla. Ma in entrambi i casi, a differenza di quanto accade in Germania, le attrazioni sono tutte di medio-basso livello. E questo genera minore movimento di denaro, con tutti i limiti che ne conseguono.

Reinvestimento degli utili

Gli investimenti operati ogni anno nel parco sono stati enormi, tanto da rasentare l'incredibile se rapportati a quelli effettuati dagli altri parchi europei nello stesso periodo. Di seguito, la successione degli investimenti principali consistenti nell'inserimento di nuove aree e inaugurazione delle sole attrazioni più importanti:

1975 Apertura del parco (12 Luglio)
1976 Area Abenteuerland (che in seguito diventerà Adventure Land) e Boat Ride outdoor "African Queen"
1978 Log Ride "Tirol Log Flume" (Gardaland ne installerà uno di produzione Mack, “Colorado Boat”, solo nel 1985)
1980 Restyling del Castello Balthasar
1982 Area Italia e Dark Ride “Geisterschloss”
1983 Torre panoramica girevole "Euro Tower"
1984 Area Olanda e Powered Family Coaster "Alpine Coaster"
1985 Bobsled Coaster "Bobsleigh Swisse"
1987 Completamento Area Olanda e Boat Dark Ride "I pirati di Batavia"
1988 Area Inghilterra
1989 Area Francia e Indoor Coaster "Eurosat"
1990 Area Chocoland (monorotaia, negozio Lila, teatro girevole, ristorante)
1991 River Rapids "Fjord Rafting"
1992 Area Scandinavia e istituzione Area Austria (su porzione di Abenteuerland)
1993 Area Svizzera
1994 Area Spagna
1995 Inaugurazione Hotel “El Andaluz” (primo hotel tematico di Europa Park)
1997 Area Germania, nuovo ingresso del parco e Spinning Coaster "Euromir"
1998 Area Russia
1999 Completamento Area Russia, Wild Mouse "Matterhorn Blitz" e inaugurazione Hotel “Castillo Alcazar” (secondo hotel tematico)
2000 Area Grecia e Watercoaster "Poseidon" 
2001 Completamento Grecia e ulteriore upgrade Area Svizzera
2002 Hypercoaster "Silver Star"
2003 Teatro "Magic Cinema 4D"
2004 Inaugurazione “Hotel Colosseo” (terzo hotel tematico)
2005 Area Portogallo e Spillwater "Atlantica Supersplash"
2006 Upgrade Area Portogallo e Family Coaster "Pegasus" nell'area Grecia
2007 Hotel “Convento” (quarto hotel tematico) e Shooting Dark Ride "Abenteuer Alantis"
2008 Upgrade Area Inghilterra
2009 Area Islanda e Launch Coaster "Blue Fire"

Quanto appena riportato è però solo una parte, pur se la più evidente, del costante impegno economico profuso dalla famiglia Mack. Contemporaneamente alle nuove aree e alle attrazioni più imponenti, si è sempre infatti affiancata una poderosa opera di smantellamento e/o riqualificazione delle attrazioni più datate, manutenzione delle stesse e inserimento di sempre nuovi elementi scenografici, nonché punti ristoro, negozi e attrazioni di piccola e media importanza. Il parco, ogni anno, si è sempre presentato al proprio pubblico con novità eclatanti, ma il segreto del suo successo è insito sicuramente anche in tutti quegli interventi sui dettagli che l'ospite, anche solo inconsciamente, comunque percepisce. E che poi ripaga con una successiva visita a breve termine.

Tema, tematizzazione e ristorazione

La scelta di dedicare il parco ai paesi europei, che non era affatto così perseguita agli inizi, si è poi rivelata un formidabile elemento catalizzatore dell'interesse del pubblico. Originale per il mercato europeo, è allo stesso tempo perfettamente comprensibile dal pubblico, che si trova a contatto con rappresentazioni, seppure un po' stereotipate, di realtà che fanno da sempre parte dell'immaginario collettivo.

La visione di Disney Epcot, inaugurato in Florida nel 1982, ha sicuramente influito moltissimo sulla dirigenza del parco. Con la sua favolosa sezione “World Showcase“ dedicata ai paesi del mondo - tra cui diverse Nazioni europee - il parco statunitense ha indicato la strada e non è sicuramente un caso che Europa Park abbia iniziato, da li a pochi anni, a puntare fortemente sulla realizzazione di nuove aree.

Il capolavoro resta probabilmente quello operato con l'area Grecia negli anni 2000 e 2001, ma tutte le diverse Nazioni rappresentate godono di una qualità elevata, pur con qualche piccola caduta di stile tipicamente teutonica registrabile in quelle più datate. Questo significa creare una vera esperienza per l'ospite e non una semplice visita. Non si tratta certo della famosa “magia” Disney, ma comunque di un sicuro valore aggiunto al prodotto, che in un vero parco tematico non potrà mai essere solo adrenalina e odore di zucchero filato.

Anche la ristorazione e i locali tematizzati costruiti nelle singole aree hanno contribuito enormemente alla valorizzazione del prodotto “a tema”. In questo specifico campo, addirittura, si è superata anche la Disney. Nei locali delle diverse Nazioni rappresentate a Europa Park, infatti, oltre alla scenografia si è curata anche la diversificazione dei cibi, evitando quella standardizzazione che fino alla stagione 2008 è invece stata caratteristica negativa dei punti ristoro non “a la Carte” dei parchi Disney. In verità, durante la presente stagione la Disney è finalmente corsa ai ripari iniziando a perseguire la medesima filosofia di Europa Park. Un'ulteriore dimostrazione della bontà dell'offerta del parco tedesco.

Altro punto di forza del parco e quello degli eventi organizzati al suo interno. La sola stagione da giugno a novmbre 2009 ne prevede ben 27, per un totale di 78 giorni, senza contare l'apertura invernale dal 28 novembre al 10 gennaio 2010. Eventi per tutti i gusti, dalla festa islandese a quella italiana, da quella del vino a quella della birra; dal festival country al summer beach party; dal mercato medievale al festival delle mongolfiere. Non è però tanto il numero degli eventi - pur se elevatissimo - a stupire, quanto la qualità e la maniacale cura degli stessi operata dal parco.

Le aree interessate dall'evento, infatti, spesso cambiano addirittura volto con l'inserimento di ulteriori elementi a tema e non mancano mai tutta una serie di iniziative correlate che valorizzano ulteriormente tutto l'insieme. Tutto sempre inerente il tema proposto: specialità culinarie, performance musicali, esposizioni di artigianato, coinvolgimento di canali radiofonici e televisivi. Tutto concorre a richiamare ospiti nel parco... e negli hotel, naturalmente.

Resort

Il concetto di Resort applicato ai parchi a tema, sostanzialmente introdotto nel 1971 con l'inaugurazione di Walt Disney World in Florida, non è mai stato recepito, per diverse ragioni, in Europa fino all'inizio degli anni '90. Poi, con l'approssimarsi dell'apertura di Disneyland Paris, i gestori dei più importanti parchi hanno iniziato a riflettere sulle potenzialità insite in tale tipo di intervento.
Potenzialità ovviamente ancora tutte sulla carta per strutture che non possedevano certo un'offerta così importante da giustificare un hotel e soprattutto, almeno nei primi anni, frustrate dai risultati inizialmente deludenti ottenuti proprio dagli hotel della Disney Company a Parigi.

Ma anche in questo caso Europa Park si è dimostrata lungimirante, inaugurando nel 1995 l'hotel “El Andaluz”. Pur non brillando particolarmente per qualità e incisività della tematizzazione, questa struttura è comunque “a tema” ed è stata il banco di prova per gli altri 3 hotel inseriti successivamente. Quelli si, caratterizzati da scenografie veramente da urlo. La caratteristica sicuramente più importante di “El Andaluz” è però quella di essere stato costruito a ridosso del parco, risultandone praticamente inglobato. E questa è stata una vera carta vincente perché faceva sentire l'ospite immerso 24 ore su 24 all'interno dell'esperienza.

La crescita qualitativa del parco, unita alla costruzione, uno dopo l'altro, dei 4 hotel tematici, ha fatto si che si sia realizzato quel “polo di destinazione” che attrae ospiti da distanze molto elevate, Italia del nord compresa. Rust non è più dunque il paesino sperduto nella campagna della Foresta Nera, ma pur mantenendo una sua identità rurale, è oggi un'ambita meta di vacanze per la famiglia, che può così trascorrere anche più di 3 giorni all'interno del Resort.

Roland Mack ricordava, durante la conferenza stampa organizzata nel 2004 per l'inaugurazione dell'Hotel “Colosseo”, come l'iniziale diffidenza dei cittadini di Rust - nonché delle stesse autorità locali - nei confronti dei nuovi hotel mano a mano che venivano presentati i progetti, ora non esiste più. Prova ne è la proliferazione di centinaia di B&B e Gästehaus a gestione familiare nei dintorni del parco anche nel raggio di diversi chilometri. Europa Park ha dunque creato un business non solo per sé stesso, ma anche per tutta la popolazione della zona. Ora, l'annuncio di un nuovo hotel viene accolto positivamente perché questo significa che il parco, e di conseguenza i posti di lavoro e tutto l'indotto, continuano a crescere. La municipalità locale affianca e sostiene dunque le iniziative del parco, e questa collaborazione è sicuramente un plus che non tutti i parchi europei possono vantare.

A oggi l'intero Resort di Europa Park vanta oltre 700 camere  e 50 suites  sommando i 4 hotel e la “Guesthaus Circus Rolando” che, praticamente sconosciuta dal grande pubblico, si affaccia sulla Main Street con le sue 23 stanze. E un gran numero di persone, prevalentemente gruppi, possono essere ospitati nel grande campeggio da 200 piazzole sorto a 500 metri di distanza dal parco alcuni anni fa e che oggi ospita anche capienti tende indiane con capacità da 4 a 12 posti cadauna. Da segnalare anche i divertenti carri Conestoga che possono ospitare famiglie desiderose di un'atmosfera veramente “old wild west”. Presenti anche cottages in legno, un grande lago balneabile e numerose attrezzature sportive. E a breve è prevista la realizzazione di un quinto hotel tematico, magari affiancato dal quel parco acquatico indoor di cui si sussurra da anni e che la proprietà non ha mai voluto smentire perchè effettivamente nei propri progetti futuri. Nessun dubbio dunque sul fatto che la strada percorsa da quando nello stesso punto pascolavano mandrie di bovini, sia stata davvero enorme.

Tipologia di pubblico e personale

E' innegabile che il popolo tedesco, come pure quello svizzero, sia molto più disciplinato, ligio alle regole e facilmente gestibile rispetto a quello italiano. Con una fortissima maggioranza così costituita, anche gli altri ospiti stranieri della struttura si adeguano facilmente a questo standard. Ciò permette di avere un parco sempre pulito e a misura di ospite. Terribili i graffiti a pennarello o a biro presenti in tutte le queue line delle attrazioni a Gardaland e Mirabilandia o le migliaia di gomme da masticare attaccate su pareti, colonne e staccionate.

L'educazione degli ospiti ha un riflesso positivo anche sui cast members, che subiscono in tono decisamente minore lo stress del continuo contatto con il pubblico e la noia della ripetitività di certe azioni. Il rovescio della medaglia: difficile osservare un sorriso o un'iniziativa positiva fuori dagli schemi da parte dei membri del cast, e questo è sicuramente un limite. Ma in ogni caso l'esperienza dell'ospite viene preservata e non intaccata da tutti quegli agenti  negativi esterni che possono davvero rovinare una giornata all'interno di un parco. Il desiderio di ritornare a breve sarà dunque sicuramente maggiore.

La Passione

La citiamo per ultima, non perché sia la meno importante, anzi. In realtà crediamo che sia addirittura il più determinante ingrediente che la proprietà del parco ha utilizzato per comporre la preziosa ricetta “Europa Park”. Se ancora oggi è una sola famiglia a gestire un'azienda che si confronta a livello mondiale con colossi del calibro di Disney, Universal e Merlin - solo per citare i primi in fatto di presenze - è impossibile non pensare che il motore di tutto sia l'amore e la passione per la propria creazione.

Pur con tutti i vantaggi e i limiti che comunque comporta una gestione a livello familiare, Europa Park ha dimostrato che con la passione e la voglia di scommettere su se stessi si possono superare i limiti geografici, costruire le proprie attrazioni, reinvestire gli utili puntando su tematizzazione e qualità di prodotto e servizio, creare business per tutti, ragionare e osare in grande, sfruttare le caratteristiche positive dei propri ospiti e dipendenti. Questa è vera passione. E i risultati sono quelli che oggi tutti possono ammirare.

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