Confermata nella sua ormai definitiva collocazione autunnale, dal 30 settembre al 2 ottobre si è svolta l'annuale fiera europea di settore organizzata da IAAPA e dedicata all'amusement business. Dopo Monaco di Baviera, che durante la scorsa edizione aveva beneficiato anche dell'attrattiva fornita dalla concomitante October Fest e dal suo storico e affascinante luna park, quest'anno a fare da cornice a questa importante manifestazione è stata la splendida e caratteristica Amsterdam.
Ospitate all'interno del RAI Centre della capitale olandese si sono dunque ritrovate le aziende del settore e i potenziali buyers, costituiti dagli spettacolisti viaggianti e dai rappresentanti dei parchi di divertimento meccanici e tematici dell'intero continente. Il primo impatto all'ingresso non è dei migliori, dal momento che si nota subito come le dimensioni degli stand si siano ulteriormente ridotte rispetto alle passate edizioni.
I grandi stand, solo per fare un esempio, di 3DBA o Zamperla, hanno lasciato posto, pur mantenendosi sempre comunque sopra la media, a spazi più ristretti e a una conseguente minore esibizione muscolare sul fronte dei prodotti esposti. Praticamente scomparsi i gonfiabili, se ci si rapporta soprattutto all'edizione genovese del 2003 - ma anche a quelle successive - mentre si è registrato un leggero aumento del gruppo di aziende che si occupano di progettazione, scenografia, animatronica, multimedia e tecnologia. Piuttosto scarsa anche la presenza da parte dei costruttori di giochi automatici. Il video riassuntivo della fiera con le immagini realtive agli stand e ad alcuni prodotti esposti, è disponibile all'interno del canale video di Parksmania.it ospitato su Youtube.
Ad una valutazione superficiale, dunque, la manifestazione potrebbe risultare lentamente ma progressivamente in calo sul fronte delle dimensioni e dell'effetto scenografico. Tutto ciò anche forse a causa dei costi decisamente elevati degli spazi espositivi e di una crisi che colpisce tutti i settori produttivi nel mondo, compreso quello dell'amusement.
Ma quello che davvero conta in una fiera come questa non è tanto l'immagine, pur importante, ma la sostanza. E la sostanza è costituita, utilizzando un gioco di parole, dal numero di contatti e soprattutto di contratti, che le aziende presenti riescono a ottenere. Quindi molto dipende non solo dalla qualità dell'offerta proposta, ma anche dal numero di partecipanti, dalla loro provenienza, disponibilità economica e interesse alla spesa sia a breve che a medio termine.
Per meglio capire chi in effetti ha frequentato EAS durante i tre giorni di manifestazione e che riscontri hanno avuto gli espositori, abbiamo chiesto una valutazione ad Andrea Munari, presidente di ANCASVI, nonché titolare di I.E. PARK.
“Questa fiera è sotto certi aspetti anche figlia dell'attuale situazione internazionale, in cui gli investimenti sono molto mirati e tutti gli operatori sono cauti, compresi gli espositori. Confermo che i prezzi erano sopra la media per quanto riguarda gli spazi espositivi e questo ha sicuramente inciso nelle dimensioni degli stand. Però quello che contava per noi era la qualità del pubblico e in questo senso devo con soddisfazione registrare che la partecipazione è stata decisamente qualificata anche in confronto con precedenti edizioni. L'afflusso del pubblico è stato in linea, se non addirittura leggermente superiore, a quello registrato a Monaco lo scorso anno.
Da segnalare, peraltro, la scarsa presenza degli operatori inglesi, tedeschi e spagnoli, unita a quella, un po' inaspettata, degli arabi. Forse c'è stato qualche errore nella comunicazione dell'evento e su questo l'organizzazione dovrà riflettere per il futuro perché pur se alcuni obiettivi sono stati centrati, la strada da fare è ancora tanta. Si è registrata comunque, oltre alla ovvia presenza dei rappresentanti dei Paesi Bassi, anche quella numerosa di italiani, francesi, russi e turchi, nonché di alcuni canadesi.
Premesso che le cose sono andate tutto sommato meglio del previsto, c'è da segnalare un leggero calo nelle richieste e i potenziali clienti sono per il momento generalmente orientati verso attrazioni di livello medio-basso. Questo però è sicuramente un orientamento che si riflette su tutto il mercato e interessa tutte le aziende costruttrici e non solo quelle italiane. Tengo infatti a sottolineare che le aziende italiane si sono anche in questo caso difese molto bene e ancora una volta la proposta di qualità che proponiamo è stata ben recepita dai visitatori.
Credo, come ho già sottolineato durante il recente convegno svoltosi a Reggio Emilia il 16 settembre - Conferenza Nazionale del settore Attrazioni per Parchi Divertimento, n.d.r. - che oggi il problema non sia tanto l'internazionalizzazione del mercato, ma la capacità per le aziende del nostro paese di unirsi e organizzarsi per continuare a differenziarsi dai concorrenti dei paesi emergenti sulla strada dell'innovazione e della qualità di prodotto. C'è però una questione, tra le tante, su cui vorrei porre l'attenzione. I dati ricavati dal sistema informativo nazionale per il commercio estero aggiornato al 12/2008 alla voce giostre e attrazioni per luna park indicano un export di 295 milioni di euro e questo significa che davvero il prodotto italiano è apprezzato in tutto il mondo.
Il problema è che di questo non pare si siano ancora accorti i parchi italiani, dal momento che il mercato interno, salvo rare eccezioni, per le nostre aziende è riconducibile a una percentuale risibile. E' abbastanza incredibile che parchi come quelli appartenenti alla Disney Company o ad altre multinazionali del divertimento si rivolgano a noi per realizzare alcune attrazioni o parti di esse e che contemporaneamente i parchi della nostra penisola guardino sempre all'estero quando si tratta di installare una novità”.
Spostiamoci dunque sull'altro fronte chiamato in causa e cioè quello dei buyers, chiedendo a Francesco Russello, proprietario di un parco italiano - ETNALAND a Catania - quali siano state le sue impressioni riguardo a EAS 2009 e se può esserci una risposta alle considerazioni finali di Andrea Munari.
“Frequento ogni anno questa fiera perché la considero un'occasione di aggiornamento professionale che ogni gestore di parco dovrebbe inserire nel proprio calendario. Se poi consideriamo che ETNALAND ha da qualche tempo avviato un processo evolutivo che lo sta portando da parco acquatico a struttura dotata di grandi attrazioni tipiche dei parchi tematici, è ovvio che le mie visite siano anche l'occasione per incontrare le aziende che le costruiscono. Anche in questo caso ho approfittato dell'opportunità per incontrarmi con l'azienda che attualmente sta realizzando quella che sarà la novità 2009 del mio parco - uno spillwater Intamin con lift verticale e discesa a 45° da un'altezza di 25 metri su barconi da 20 posti cadauno - e con molte delle aziende che in futuro potrebbero essere interessate a lavorare con noi.
Penso che EAS sia davvero una manifestazione importante perché sono presenti, appunto, tutte le aziende che contano a livello europeo e che sono in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza sia per quanto riguarda le piccole che le grandi attrazioni. Nei soli tre giorni di apertura è quindi possibile effettuare incontri che diversamente richiederebbero settimane di tempo e una spesa enormemente superiore per viaggi e soggiorno. E poi si trova sempre qualche novità importante su cui riflettere, magari di aziende fino a quel momento sconosciute.
Ad oggi abbiamo lavorato con Action Park per quanto riguarda l'iniziale area acquatica con gli scivoli, poi con Hafema nel 2005 per la realizzazione del wild raft ride CROCODILE RAPIDS e oggi con Intamin per lo spillwater. Ma il nostro progetto è ben più ampio e se si verificheranno le giuste condizioni, le aziende coinvolte saranno diverse. E le porte saranno aperte anche alle aziende italiane, di cui peraltro conosciamo la valenza in svariate realizzazioni”.
Aziende italiane che, come sempre, si sono distinte per la loro numerosa presenza in fiera. E' poi significativo il fatto che a distanza di solo un mese - dal 28 al 30 ottobre - si svolgerà AMUSEMENT EXPO EUROPE a Genova e anche in questo caso la partecipazione sarà massiccia. Un impegno che denota quindi il desiderio delle aziende, nonostante la crisi, di continuare ad investire nel settore dell'amusement. Un impegno che ci auguriamo possa trovare prima o poi un maggiore riscontro oggettivo non più solo nel mercato internazionale, ma anche in quello nazionale.