(a cura di Francesco Fabris, 2002)



La visita ad un acquario è, da sempre, un’esperienza cui pochi saprebbero rinunciare. Poter scoprire in prima persona il funzionamento dell’ambiente marino e vedere cosa si cela sotto l’immensa distesa blu che ricopre la maggior parte del globo terrestre (o meglio terracqueo), suscita emozioni e fantasie che non hanno eguali neanche in confronto ad altre strutture della stessa tipologia (vedi zoo e/o safari).
Penalizzati da una situazione a livello italiano piuttosto deludente (se si esclude appunto l’oggetto di quest’articolo), fino a qualche anno fa l’unica degna possibilità di soddisfare questa curiosità era di visitare, magari durante i periodi di vacanze, strutture estere, che però avevano lo svantaggio di non essere propriamente a portata di mano… Per fortuna tutto ciò non è più un problema. Da oramai dieci anni il “Bel Paese” si è dotato, grazie all’impegno e all’intervento di Costa Aquarium, di una valida alternativa che si è ritagliata fin da subito un ruolo d’indubbia predominanza, non solo a livello italiano, ma anche europeo e mondiale. Tale ruolo è apparso indiscutibile fin dal principio e, nel corso degli anni, interventi di ampliamento e completamento, non hanno fatto altro che rafforzare questa condizione.
L’acquario si trova nell’area del porto antico di Genova, città perfetta per accogliere una struttura dedicata al mare in una regione dove il mare viene vissuto e amato e dal quale si traggono molteplici risorse. Quest’area, completamente rinnovata in occasione delle “Colombiadi” (cinquecentenario della scoperta dell’America), richiama in un certo senso lo stile dei “Pier” americani: ex-strutture portuali trasformate in aree di svago e divertimento per i cittadini e per i turisti.
I 10.000 mq. di esposizione dell’acquario sono stati inseriti in un edificio costruito sull’acqua, che assomiglia molto ad una nave mercantile ormeggiata lungo una banchina che conduce ad una parte del porto turistico. Le biglietterie sono all’esterno e l’accesso è regolato in base all’afflusso di visitatori affinché non vi sia mai la possibilità di incontrare, all’interno, una folla oceanica – e mai termine è più adeguato in questo caso – che si accalca sui vetri delle vasche.
Appena saliti i gradini che conducono alla “reception”, la prima sensazione che ci accoglie passeggiando fra le sale ed i lunghi corridoi è decisamente inebriante. L’architettura della prima parte della struttura gioca molto, anche a causa delle naturali esigenze delle specie esposte, sul contrasto fra gli spazi pubblici illuminati da una debole luce e le grandi vasche che vi si “affacciano” dalle quali provengono invece luci, colori e riflessi cui normalmente non siamo abituati.
Il particolare modo con cui le facciate trasparenti delle vasche si raccordano con il pavimento e le pareti, quasi senza soluzione di continuità, lascia per un attimo il visitatore sospeso in balia del dubbio di essere realmente immerso in compagnia delle simpatiche foche, dei più austeri squali, degli agili delfini o nelle acque della barriera corallina di una qualche remota isola tropicale. Chi ha la passione per le immersioni forse troverà un po’ ardito questo paragone, di sicuro però il tentativo di avvicinare il visitatore il più possibile all’ambiente marino è più che mai riuscito e stimolerà sicuramente in molti il desiderio di approfondire ulteriormente queste conoscenze.
Lo sviluppo della visita è piuttosto lineare nel senso che è stato studiato un percorso nel quale difficilmente vi troverete a passare due volte nello stesso posto se non per vederlo sotto differenti punti di vista. Il motivo di tale scelta è dovuto soprattutto alla logica con cui si susseguono le esposizioni, logica che viene spiegata con dovizia di particolari sulle pagine dedicate di parksmania.it cui vi rimandiamo per un approfondimento.
Tutta la struttura è disposta su più livelli dove si possono individuare essenzialmente tre blocchi principali:
A) La prima area si sviluppa al primo piano dell’edificio principale, allo stesso livello quindi dell’ingresso che è rialzato poiché il piano terra è occupato dalle strutture commerciali annesse all’acquario. Dopo aver assistito al film in computergrafica 3D “Krakken” (non particolarmente attraente anche se con effetti 3D piuttosto validi) inizia la visita alle vasche presentate tutte dal punto di vista “subacqueo” (capirete più avanti il motivo di questa precisazione). Fra tutte spiccano quelle più grandi dedicate agli squali, ai delfini, alle foche, alla barriera corallina ma anche l’ambiente creato per rappresentare il processo di sviluppo delle meduse incuriosisce molto il pubblico.
Procedendo lungo il corridoio si giunge all’estremo opposto dell’edificio dove, prima di passare ne “La grande nave blu”, uno spazio espositivo viene utilizzato per rappresentazioni temporanee.
Fino al 30 settembre 2002 questo spazio ospita un’interessante mostra sugli abissi marini e propone, sinteticamente, informazioni sugli studi effettuati alle alte profondità e sui sistemi di adattamento di alcune specie animali in grado di fronteggiare l’oscurità e la forza della pressione in maniera assai stupefacente.
B) Passando sulla prua della nave (come già detto dall’esterno l’intero acquario assomiglia molto ad una grande nave mercantile) si scende nella “stiva” dove sono stati ricreati vari ambienti marini che riproducono, ad esempio la scogliera mediterranea, la scogliera corallina oppure la foresta umida del Madagascar. Un elemento interessante di questo spazio espositivo è la strana collocazione e la buona tematizzazione utilizzata. L’area, che non presenta pareti divisorie al suo interno e le cui vasche non superano generalmente in altezza quella media di un uomo, viene percorsa da un estremo all’altro prima da un punto di vista “rialzato” per poi spostarsi sul fondo e di conseguenza accedere, tra l’altro, alle esperienze tattili che attirano grandi folle incuriosite dalla possibilità di toccare con mano le strane razze.
C) Emersi dalla nave blu si ritorna nel corpo centrale dell’edificio ma, questa volta, al secondo piano. L’organizzazione delle vasche torna ad essere simile a quanto già visto nella prima parte solo che, per le vasche più grandi, se ne potrà ammirare la parte più superficiale. Ulteriori sale riguardano i coralli, l’ambiente marino del Mar Rosso e la simulazione di una scogliera “animata” dal flusso delle onde. L’inevitabile gift shop ricco di merchandise con il logo dell’acquario chiude la visita la cui durata media si può stimare in circa due ore.
Come già detto in precedenza, l’acquario di Genova è una struttura in continua evoluzione e le recenti novità non fanno altro che migliorare la qualità della visita. Fra queste si segnala l’introduzione di oltre 300 nuovi “ospiti” di varie specie provenienti dall’acquario di Marsiglia chiuso di recente e la realizzazione, come parte del programma di sensibilizzazione per la protezione dell’ecosistema, della foresta dei Colibrì Coruscans, un ambiente di circa 100 mq. dedicato ad una specie di volatile di rara bellezza e dalle caratteristiche affascinanti. Segnaliamo inoltre, per la sua completezza e la qualità dell’esposizione, il padiglione del mare e della navigazione, ospitato negli ex-magazzini del cotone a poche centinaia di metri di distanza dall’acquario, al quale si accede con un biglietto a parte o con un multipass da acquistare assieme al ticket di ingresso all’acquario.
Per concludere alcuni dati tecnici:
71 vasche espositive (di cui 5 disposte su due livelli)
200 vasche di ambientamento e cura
6.000.000 litri di acqua contenuti in tutte le vasche
250 metri lunghezza della struttura
10.000 mq. superficie espositiva complessiva
100 mq. area della vasca tattile
1.200.000 visitatori annuali
10.000.000 visitatori dalla data di apertura
6.000 animali ospitati per circa 600 differenti specie