(a cura di Massimiliano Freddi)
Per arrivare ad Aquaneva si percorre molta campagna e si attraversano alcuni paesini dell’ hinterland milanese. Abituati ad avere a che fare con maree di palazzi e di macchine, l’occhio prova un sollievo enorme nel vedere che dall’ingresso del parco, all’orizzonte non c’è nemmeno una costruzione. Varcate le soglie, ci troviamo di fronte ad un grande prato alberato e alla nostra sinistra si trova un’enorme conca, nel cui bacino è situato il lago per la pesca sportiva. Ci si presentano a questo punto 2 possibilità: optare per una corsetta intorno al lago, o dirigerci verso la zona “bagnata”? Forse per un Parksmaniaco certe scelte non sono nemmeno poi così difficili…
Arriviamo alle porte degli spogliatoi, nella cui zona troviamo il calcetto saponato, il beachsoccer, il beach volley e i trampolini elastici per i bambini, assieme ad altri gonfiabili. Giusto il tempo di mettersi in costume e di prendere il volo verso i due Kamikaze azzurri, al centro dell’area acquatica. Uno splash, si sa, non è mai abbastanza e allora raddoppiamolo, anzi triplichiamolo, con una discesa sul Trisplash e per par condicio su uno dei due Anaconda gialli. Siamo finalmente sazi di scivolate, per il momento, e forse vale la pena di prenderci un pochino di tempo per rilassarci. Cosa c’è di meglio che abbracciare un ciambellone e seguire la corrente lenta del Lazy River? Forse un’immersione in una delle tre vasche idromassaggio, ai bordi della spiaggia di sabbia bianca. Proprio ad un passo dal Macumba, di giorno un bar, di sera una discoteca. Non dimentichiamoci che Aquaneva offre la possibilità di praticare molti sport, dal nuoto al sub, dall’Aquagym al basket.
E quando cala la sera, il parco si trasforma e accoglie corsi, spettacoli, musica e danze di tutti i tipi. Facendo un bilancio del parco, possiamo forse dire che non eccellerà per numero di attrazioni acquatiche, ma di certo come oasi perfetta di relax, per staccare dal tran-tran quotidiano e dall’aria pesante che respira in città.