a cura di Roberto Canovi (Agosto 2004)
Il parcheggio, come in ogni Parco di Orlando, è gigantesco e si trova immerso nel folto di una foresta che immediatamente rende l’idea del tema del Parco.
Sulla sinistra, ancora all’esterno del Parco prima dell’ingresso, troviamo il Ristorante "tematico" RAINFOREST CAFE.
All’interno di una massiccia parete rocciosa, da cui scendono numerosi rivoli d’acqua a formare una larga cascata (il rumore si percepisce già a 200 metri di distanza), è possibile sedersi per pranzare in compagnia degli animali della Giungla ("audioanimatronics").
I tavoli sono posizionati tra felci, piante d’alto fusto e animali confusi tra il fogliame, mentre la colonna sonora è composta da richiami d’uccelli che creano un’atmosfera da brividi.
Qualche maligno insinua che questi ultimi siano provocati dalla diabolica e gelida aria condizionata che impera nel locale, effettivamente eccessiva anche in una giornata caratterizzata da una temperatura esterna di 36 gradi centigradi.
E’ possibile entrare nel RAINFOREST CAFE sia dall’esterno che dall’interno di ANIMAL KINGDOM, e questo consente di accedervi anche dopo l’orario di chiusura del Parco che, a differenza degli altri Parchi Tematici Disney, apre in anticipo, ma chiude molto presto (orario estivo, dalle 07,00 alle 20,00).
Per potersi sedere ai tavoli, nelle ore di punta (colazione, pranzo e cena) è quasi sempre necessario effettuare la fila per prenotare il posto e in genere, dopo circa 15/20 minuti, si viene chiamati e accompagnati all’interno.
Dopo l’ingresso nel Parco vero e proprio, ci si addentra in THE OASIS, tra rocce ed alberi, cascatelle e vegetazione lussureggiante, lungo alcuni sentieri che permettono di osservare a distanza ravvicinata alcuni piccoli animali della foresta.
In questo caso, quindi, la cosiddetta MAIN STREET è stata soppressa, a favore di una piccola giungla che però risulta poco attraente e interessante.
Si attraversa poi il ponte che immette nel cuore del Parco, dove il gigantesco Albero della Vita, una vera e propria opera d’arte, domina con tutta la sua mole l’intera area di ANIMAL KINGDOM.
Questa zona è denominata DISCOVERY ISLAND ed è formata da un’isola centrale da cui si diramano le strade che conducono alle altre quattro (+ una) "land" del Parco, raggiungibili attraversando altrettanti ponti, ognuno differente per dimensione e stile di costruzione.
DISCOVERY ISLAND ha anche una funzione commerciale molto simile a quella della classica MAIN STREET, pur se il numero di negozi e punti di ristoro (seminascosti dalla vegetazione) è estremamente limitato.
Il sorprendente "Tree of life" è situato, proprio come il Castello del MAGIC KINGDOM, esattamente al centro del Parco e attorno ad esso si sviluppano i sentieri di smistamento dei visitatori diretti alle varie "land".
Sotto alle radici del grande albero è stato ricavato un piccolo cinema 3D con effetti in sala, "It’s tough to be a bug!", all’interno del quale è possibile assistere ad un divertente filmato.
Lo spettacolo è di per se meritevole, ma è da vedere assolutamente anche per il solo fatto che il percorso da effettuarsi per giunger all’ingresso dell’attrazione costeggia le propaggini inferiori del "Tree of life".
Gli intagli che riproducono vari tipi di animali della giungla, infatti, sono stati realizzati dagli autori con un impegno e una maestria incredibile.
Il "Tree of life" presenta ben 325 figure d’animali riprodotte su radici, tronco e rami e vale da solo il costo del biglietto…
DISCOVERY ISLAND presenta anche diverse "performances" artistiche di gruppi folkloristici e spettacoli di arte varia, ma soprattutto ospita una parte del percorso della parata "Mickey’s Jammin’ Jungle Parade", che parte dall’AFRICA e rientra alla base lambendo anche l’ASIA.
Chi è abituato alle numerose costruzioni dei classici Parchi Disney, non può fare a meno di notare che i manufatti "umani", nel caso di ANIMAL KINGDOM, sono estremamente rari e soprattutto costantemente immersi nella vegetazione.
Gli alberi, i cespugli, le canne e le felci sono volutamente inseriti per creare nel visitatore l’idea che la natura stia per prendere il sopravvento anche nei confronti di quel poco che resta del lavoro umano, quasi inglobato in un trionfo di verde e acqua.
E’ innegabile d’altro canto, che il visitatore si ritrovi confuso, percependo una sgradevole sensazione di "realizzazione incompiuta", in stridente contrasto con la maniacale "ricerca e cura del dettaglio" tipica dei Disney Parks…
Attraversando il primo ponte alla nostra sinistra, si può accedere al CAMP MINNIE-MICKEY, deludente area dedicata prevalentemente agli incontri con i personaggi Disney, che si prestano ad un autografo ed una foto, previa lunga ed estenuante coda d’attesa.
Persi nel folto della foresta vi sono quattro "meeting point", occupati a turno da diversi personaggi, ma comunque sempre uno alla volta.
Si intuisce immediatamente che si tratta di una "land" creata in fretta e furia per colmare l’evidente mancanza di attrazioni presenti inizialmente nel Parco e che probabilmente verrà ampliata in futuro.
Attualmente presenta solo due attrazioni, "Pocahontas and her forest friend" (un piccolo teatro all’aperto) e il grande teatro coperto che ospita lo spettacolare "Festival of the Lion King", un misto tra musical e performance acrobatiche.
Per accedere alle altre "land" del Parco è necessario ritornare all’isola centrale.
Ci spostiamo verso nord e attraversiamo il ponte che conduce nella zona dell’ AFRICA dove, finalmente, ritroviamo una parvenza di "stile Disney": la riproduzione di un villaggio tipico dell’Africa dell’est.
I visitatori percorrono una piccola "main street" chiamata "Harambe", sui cui lati si affacciano, abilmente tematizzati, negozi e punti di ristoro. Tutto molto bello…
Sul fondo della strada si può accedere, attraverso altrettanti sentieri, a tre attrazioni molto diverse una dall’altra, pur essendo inserite in un contesto simile: "Kilimanjaro Safaris", "Gorilla Falls exploration trail" e "Wildlife express train".
Iniziamo da quest’ultima, che non è propriamente un’attrazione, ma consiste in un treno che conduce alla RAFIKI’S PLANET WATCH, praticamente un’area satellite di AFRICA.
La stazione del treno è realizzata in maniera fantastica, con vecchie valigie ammonticchiate sul pavimento, manifesti strappati e intonaci scrostati… Il clima estivo torrido della Florida, inoltre, contribuisce a catapultare il visitatore nel cuore dell’Africa nera e quando sui binari appare una sbuffante locomotiva a vapore, gli "ohh" di ammirazione si sprecano… Sul tetto dei vagoni fanno bella mostra di se, valigie, ceste, scatoloni e addirittura un paio di biciclette arrugginite e se non fosse perchè i suddetti vagoni sono aperti e con i sedili rivolti verso l’esterno, molti sarebbero disposti a giurare di trovarsi veramente nel cuore dell’Africa.
Il percorso del treno è corto e piuttosto noioso, nascosto dalla vegetazione che si apre solamente per lasciare intravvedere i capannoni dove gli animali vengono curati in caso di malattia.
Si giunge quindi ad una piccola stazione (non tematizzata) e si scende per affrontare un percorso a piedi piuttosto lungo che conduce ad una specie di mini zoo per piccoli animali.
Delusione totale… Sinceramente non crediamo che risulti interessante osservare caprette, galline e conigli, quando a poche centinaia di metri si odono i barriti degli elefanti…
In effetti, quest’area risulta la meno interessante di tutto il complesso. Il rientro, sempre tramite la ferrovia, permette di costeggiare un piccolo tratto dell’area ASIA.
Sicuramente migliore, per non dire ottimo, il percorso (a piedi) di "Pangani forest explorations trail", che permette di osservare da distanza ravvicinata una famiglia di primati che vive in assoluta libertà all’interno di una vasta area perfettamente riprodotta. Tutto il percorso è caratterizzato dalla presenza di diversi animali (tra cui ippopotami e manguste) che però, al contrario dei classici zoo, si spostano a piacere anche in zone che non possono essere osservate dal pubblico.
Ampie vetrate consentono di soffermarsi ad aspettare la comparsa degli animali, in questo caso veramente liberi di vivere una vita perfettamente "normale".
La scenografia di quest’area è imponente, con rocce, cascate, ponti sospesi, piccole grotte e un’incredibile numero di piante tipiche del continente africano.
L’ultima attrazione dell’AFRICA, sicuramente la più spettacolare, è "Kilimanjaro Safaris", un percorso a bordo di camion fuoristrada alla scoperta di una incredibile riproduzione della savana e che pare abitata da un numero impressionante di animali allo stato selvaggio. In realtà l’area è abbastanza ridotta e gli animali non sono poi tantissimi, ma chi conosce il "backstage" di questa attrazione può ancora meglio capire come siano stati bravi gli "imagineer" che hanno studiato e realizzato questa "illusione" di grande estensione selvaggia. Un viaggio di circa venti minuti che, tra scossoni provocati dalle buche (artificiali, ovviamente), attraversamento di ponti pericolanti (c’è da specificarlo che pure questi sono finti?) consente ai passeggeri di osservare gli animali che si trovano lungo il percorso.
Dall’AFRICA esiste un sentiero che la collega all’ASIA evitando di dovere attraversare nuovamente il ponte. Nel 1999 è stato inaugurato "Kali River Rapids", una classica discesa in gommone, ma circondato da una scenografia altamente spettacolare, in perfetto "disney style", anche se il percorso acquatico è troppo corto. Dal 2000 si è aggiunto anche un bellissimo percorso a piedi ("Maharajah Jungle trek") all’interno della ricostruzione della giungla, con riproduzioni di antiche rovine che ospitano diversi tipi di animali selvaggi, tra cui alcuni impressionanti pipistrelli vampiro.
Per esplorare l’ultima sezione di ANIMAL KINGDOM è possibile utilizzare un sentiero che costeggia i lavori in corso per la realizzazione di quella che parrebbe essere una delle più impressionanti attrazioni Disney dell’immediato futuro. Si tratta di "Expedition Everest", che dovrebbe essere inaugurato nel 2005, ma più probabilmente l’apertura slitterà al 2006 a causa della complessità della scenografia che sarà realizzata attorno al rollercoaster. Il consiglio però è di attraversare nuovamente l’area DISCOVERY ISLAND per approdare dall’ingresso principale all’ultima area del parco: DINOLAND USA.
Questa sezione è la più simile al prototipo del classico Parco divertimenti, con un’area discretamente tematizzata e caratterizzata da alcuni padiglioni, tra cui un baby playground ("The Boneyard"), una sezione molto colorata che comprende tre attrazioni in stile luna-park e l’attrazione più gettonata in assoluto: "Dinosaur".
L’ingresso di DINOLAND USA è sormontato da un enorme scheletro di dinosauro, che funge da portale, mentre sulla sinistra i bambini hanno l’occasione di scatenarsi all’interno di "The Boneyard", costituito da scivoli, corde, passaggi sopraelevati e tunnel scavati nella roccia. L’ambientazione è quella di un sito di scavi archeologici, con tanto di Jeep e accampamento degli studiosi… veramente carino.
Sulla destra, il grande "Restaurantosaurus", tematizzatissimo, in cui è possibile consumare (dalle 7,00 alle 10,00 di mattina) il "Character Breakfast" dal fantasioso titolo "Donald’s Prehistoric Breakfastosaurus". Il Character Breakfast (credo che tutti ormai lo sappiano) consiste in una colazione allietata dalla presenza tra i tavoli dei personaggi Disney, agghindati in diversi costumi a seconda del "tema" proposto.
Nelle restanti ore della giornata, il "Restaurantosaurus" è adibito a fast-food sponsorizzato dalla Mc Donald’s, con versioni "maggiorate" (anche nel prezzo) dei classici "Hamburgher", "Cheeseburgher", "Lazzi, frizzi e cotillons"… Imperdibile soprattutto per le sedie, le bottiglie e i barattoli rotti sul tetto del ristorante.
Dopo esservi rimpinzati di panini e coca cola, niente di meglio che affrontare lo splendido "Dinosaur", situato all’interno di un padiglione posto all’estremità di un lungo viale caratterizzato da una fontana centrale, con "Triceratopo a mollo" annesso.
La "coda" per accedere all’attrazione è solitamente abbastanza lunga in alcune ore della giornata e il percorso all’uopo studiato, tra scheletri di dinosauri e teche di cristallo con fossili vari, non contribuisce comunque ad alleviare di molto la noia dell’attesa.
L’attrazione è praticamente identica, dal punto di vista tecnologico, a "Indiana Jones" di Disneyland California e consta di vetture che hanno la caratteristica di viaggiare in avanti e contemporaneamente di essere sollecitate da potenti pistoni idraulici che provocano i classici movimenti da "simulatore".
I passeggeri hanno così la possibilità di essere trasportati indietro nel tempo e visitare l’era preistorica attraversando scenari avvolti dalle tenebre e incontrando diversi tipi di animali, tutti con intenzioni particolarmente bellicose.
La combinazione dei movimenti, decisamente frenetici, unita alla scenografia particolarmente "thrill", ne fanno un "must" imperdibile per gli amanti di questo nuovo genere di attrazione.
Infatti, a differenza dei classici "ride" lenti (tipo "Pirati", per intenderci), le sollecitazioni e la velocità di passaggio da una scena all’altra fanno si che il visitatore non riesca a memorizzare appieno le situazioni create lungo il percorso e quindi innesca il desiderio di effettuare ulteriori passaggi, non solo nella stessa giornata, ma anche a distanza di pochi giorni o qualche mese.
La restante porzione di DINOLAND USA è caratterizzata dalle tre attrazioni sopracitate, di cui solamente una degna di essere citata: lo spinning coaster "Primeval Whirl". L’ultima attrazione di quest’area è costituita dal teatro che ospita lo spettacolo "Tarzan Rocks!".
Si tratta di una piacevole rappresentazione musicale con effetti scenografici veramente interessanti e dalla forte connotazione artistica tipica delle realizzazioni Disney.
Il Parco, come già accennato, chiude molto presto (le 20.00 in estate e le 18,00 negli altri mesi) e quindi non resta che rientrare per l’ennesima volta a DISCOVERY ISLAND, gustarsi la sagoma del "Three of life" nella luce di un incantevole tramonto e velocemente dirigersi con la propria auto o i mezzi del "servizio di trasporto interno Disney" verso il Parco Magic Kingdom, (che chiude generalmente almeno 4 ore dopo*), per gustarsi una bella corsa sul trenino di "Big Thunder Mountain" o un veloce viaggio a bordo delle carrozze di "Space Mountain", per ravvivare un poco una giornata simpatica, divertente, ma effettivamente un po’ troppo "tranquilla"…
(* i biglietti multipli validi da 4 a 6 giornate, consentono di usufruire di più Parchi anche nella stessa giornata).